Crisi Sistemica Globale dell'estate 2009

Pubblichiamo in tempo quasi reale questa analisi sul futuro prossimo dell'attuale modello socio-economico. È un quadro impietoso e poco "allegro". Com'era impietosa e poco allegra l'analisi sul futuro del mondo che veniva fatta negli anni 1930 dai pochi in grado (o disposti) a volersi rendere conto di cosa stava succedendo. Oggi, come allora, i segnali ci sono forti e chiari. Sta alla coscienza dei singoli decidere se e cosa vedere!

GEAB N°36. Crisi Sistemica Globale dell'estate 2009: l'impatto cumulativo di tre "onde anomale".

Logo Europe2020Come anticipato da LEAP/E2020 fin dall’Ottobre 2008, alla vigilia dell'estate 2009, la questione della capacità degli Stati Uniti e del Regno Unito di finanziare i loro deficit pubblici, oramai incontrollati, si è imposta come un fatto centrale nel dibattito internazionale, aprendo la via al doppio fenomeno di una cessazione dei pagamenti degli Stati Uniti e del Regno Unito, da qui alla fine dell'estate 2009.

Così, a questo stadio di sviluppo della crisi sistemica globale, contrariamente al discorso mediatico e politico attualmente dominante, l’equipe del LEAP/E2020 non ravvisa affatto una ripresa dopo l'estate 2009, né, d’altronde, nei dodici mesi a venire, (1). Al contrario, a causa dell'assenza di un trattamento di fondo dei problemi all'origine della crisi, riteniamo che l'estate 2009 vedrà la convergenza di tre "onde anomale" (2) particolarmente distruttrici che spiegheranno l'aggravamento della crisi e provocheranno degli sconvolgimenti storici da qui a Settembre/Ottobre 2009. Come è successo dall'inizio di questa crisi, ogni regione del mondo sarà coinvolta in tempi e modi differenti (3); ma, per i nostri ricercatori, tutti senza eccezione conosceranno una forte degradazione della loro situazione da qui alla fine dell'estate 2009 (4).

Questa evoluzione rischia così di prendere in contropiede numerosi operatori economici e finanziari tentati dall'euforizzazzione mediatica attuale.

In questo numero speciale "Estate 2009" del GEAB, la nostra equipe presenta in dettaglio queste tre onde distruttrici convergenti e le loro conseguenze, fornendo una serie di raccomandazioni strategiche (oro, immobili, buoni, azioni, divise) per evitare di essere spazzati da questa estate mortale.

Recessione USA
Durata (in mesi) della recessione USA dopo il 1900 (durata media: 14,43 mesi) - Fonte: US National Bureau of Economic Research / Trends der Zukunft

Così, per LEAP/E2020, anziché i "giovani germogli" ("green shoots", che i media finanziari internazionali, gli esperti e i politici che li ascoltano (5) intravedono da due mesi in tutti gli angoli (6) delle tabelle statistiche), ciò che comparirà all'orizzonte sarà un gruppo di tre onde particolarmente distruttive per il tessuto socio-economico, che convergeranno durante l'estate 2009, che esemplificheranno l'aggravamento della crisi e comporteranno dei cambiamenti importanti fin dalla fine dell'estate 2009, in particolare delle situazioni di inadempienza nei pagamenti dei debiti da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito, entrambi al centro del sistema globale in crisi. Le onde sembrano essere:

  1. l'onda della disoccupazione massiccia: tre date di impatto che variano secondo i paesi dell’America, dell’Europa, dell’Asia, del Medio Oriente e dell'Africa,
  2. l'onda dei fallimenti in serie: imprese, banche, società immobiliare, stati, regioni, città,
  3. l'onda della crisi terminale dei Buoni del Tesoro USA, del dollaro, della sterlina e il ritorno dell'inflazione.

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Il commercio mondiale affonda: Grafico 1: Evoluzione annuale delle esportazione dei 15 grandi paesi esportatori (1991-02/2009) / Grafico 2: Evoluzione annuale delle esportazione dei 15 grandi paesi esportatori nel periodo febbraio 2008 e febbraio 2009 (la dimensione dei cerchi riflette il volume).

Queste tre onde, in effetti, non si manifestano in veloce successione come le onde anomale chiamate le "tre sorelle". Sono perfino più pericolose poiché sono simultanee, asincrone e non parallele. Perciò, il loro impatto sul sistema mondiale accentuerà i rischi, dato che colpiranno da diversi angoli, a differenti velocità e con forze variabili. La sola certezza a questo stadio, è che il sistema internazionale non è mai stato tanto debole e sguarnito di fronte a una tale situazione. Le riforme del FMI e delle istituzioni della governance mondiale annunciate al G20 di Londra restano lettera morta (7). Il G8 somiglia sempre più a un club moribondo di cui tutti si chiedono oramai a che cosa può ben servire (8). La leadership americana non è che l'ombra di sé stessa che tenta disperatamente di trovare degli acquirenti per i suoi buoni del tesoro (9). Il sistema monetario mondiale è in piena disintegrazione, con i russi e i cinesi che accelerano il loro gioco per posizionarsi nell'era post-dollaro. Le imprese non vedono nessun miglioramento all'orizzonte e aumentano i licenziamenti. Gli Stati, in numero sempre maggiore, vacillano sotto il peso del debito accumulato per "salvare le banche" e stanno per trovarsi di fronte a una serie di fallimenti a partire dalla fine dell'estate (10). Per ultimo ma non meno importante, le banche, che dopo avere spillato ancora una volta il denaro ai risparmiatori creduloni grazie all'imbellettamento dei mercati finanziari orchestrato in queste ultime settimane, a partire dalla fine dell'estate 2009 dovranno riconoscere di essere ancora insolventi.

In particolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il colossale sforzo finanziario pubblico realizzato nel 2008 e all’inizio 2009, a solo profitto delle grandi banche, ha raggiunto un tale grado di impopolarità che è stato impossibile nella Primavera 2009 prendere in considerazione nuove infusioni di fondi pubblici a vantaggio delle banche insolventi (11). È stato quindi necessario inventare una "bella favola" per convincere il risparmiatore medio a iniettare i propri fondi nel sistema finanziario. Il collocamento è stato effettuato a colpi di "green shoots", gli indici borsisti sovrastimati, basati su nessun reale fondamento economico e su "rimborsi anticipati dei fondi pubblici". Così, mentre i grandi investitori dei paesi produttori di greggio e dei paesi asiatici (12) ritiravano il proprio capitale delle banche in questione, una moltitudine di nuovi piccoli azionisti vi faceva ritorno piena di speranza. Quando questi piccoli risparmiatori scopriranno che i rimborsi dei fondi pubblici sono solamente una goccia d’acqua rispetto ai fondi pubblici concessi a queste stesse banche (per aiutarle a liberarsi delle loro attività tossiche), e che, da qui a tre o quattro mesi al massimo, come analizzato in questo GEAB N°36, queste stesse banche saranno di nuovo sul punto di crollare, essi constateranno ancora una volta, impotenti, che le loro azioni non valgono più niente.

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Crescita del PIL (in verde) e del debito USA (in rosso) (in Milliardi di USD) - Fonte: US Federal Reserve / US Bureau of Economic Analysis / Chris Puplava, 2008

Inebriati dai finanzieri, i leader politici del pianeta avranno di nuovo la sorpresa di vedere riaffiorare tutti i problemi dell'anno passato, però più gravi poiché non sono stati affrontati ma solo "nascosti" sotto montagne di denaro pubblico. Una volta che questo denaro sarà dilapidato dalle banche insolventi forzate a "salvare" le loro concorrenti ancora più insolventi, o dai piani di stimolo dell’economica mal concepiti, i problemi riemergeranno con ulteriore esarcebazione. Per le centinaia di milioni di abitanti dell'America, dell’Europa, dell’Asia e dell'Africa, l'estate 2009 sarà una terribile transizione verso un impoverimento duraturo a causa della perdita del loro lavoro, senza prospettive di ritrovarne uno prima di due, tre o quattro anni, o a causa dell'evaporazione dei loro risparmi collocati direttamente in borsa, nei fondi pensione a capitalizzazione o di investimenti bancari legati alla borsa o formulati in Dollari USA o in Sterline britanniche, o a causa di investimenti nelle azioni di imprese spinte ad aspettare disperatamente una ripresa che non verrà per molto tempo.

 


 

Note:

(1) Nemmeno la «ripresa daila disaccupazione» che molti esperti stanno cercando di farci credere. Negli Stati Uniti, Regno Unito, Eurozona e Giappone, ci dobbiamo aspettare una «ripresa senza ripresa», vale a dire una pura invenzione mirata a convincere i consumatori americani e inglesi a iniziare ad acquistare ancora e conservare i Buoni del Tesoro USA e i Titolo di Stato del Regno Unito, aspettando quanto più a lungo possibile (finché non decidono che non c'è davvero futuro nella vendita dei loro prodotti nei paesi del dollaro USa e della sterlina inglese).

(2) «Onde anomale» sono onde della superficie oceanica molto larghe e improvvise, che erano ritenute rare, sebbene ora sappiamo che si manifestano in quasi ogni tempesta superiore a una certa forza. Le «onde anomale» possono raggiungere altezze di 30 metri ed esercitare una pressione tremenda. Per esempio, un'onda normale di 3 metri esercita una pressione di 6 tonnellate/m². Un'onda di una tempesta, alta 10 metri, esercita una pressione di 12 tonnellate/m². Un0onda anomala di 30 metri può esercitare una pressione fino a 100 tonnellate/m². Nessuna nave costruita finara è in grado di resistere a una tale pressione. Un tipo specifico di onda anomala è chiamato le “tre sorelle”, che è un gruppo di tre onde anomale molto più pericolose in quanto, anche se una nave avesse il tempo per reagire adeguatamente alle prime due onde, non c'è possibilità che possa trovarsi nella posizione corretta per affrontare la terza. Secondo LEAP/E2020, quest'estate il mondo si troverà di fronte a un fenomeno simile e nessuna nazione (nave) è in una posizione favorevole per affrontarlo, anche se alcuni paesi sono più a rischio di altri, come viene spiegato in questo GEAB (N°36).

(3) LEAP/E2020 ritiene che le proprie anticipazioni delle tendenze sociali ed economiche nelle varie regioni del mondo - pubblicate in GEAB N°28 (16/10/2008) - siano ancora attuali.

(4) Più precisamente, i media e i mercati azionari, in ogni regione, non saranno più in grado di nascondere il deterioramento.

(5) I nostri lettori non hanno mancato di notare che le medesime persone, media e istituzioni, 3 anni fa consideravano ogni cosa come la migliore nel migliore dei mondi, 2 anni fa che non c'era alcun rischio di una grave crisi e un anno fa che la crisi era sotto controllo. La loro, quindi, è un'opinione molto attendibile!

(6) Per quanto riguarda le statistiche dell'economia USA, sarà interessante seguire gli effetti della revisione della formula di indicizzazione da parte del Bureau of Economic Analysis attesa per il 31/07/2009. Di solito, questo tipo di revisione risulta in ulteriori complessità delle comparazioni storiche e in modifiche vantaggiose di somme importanti. Per esempio, alcune revisioni precedenti permisero di dividere per tre il livello medio di misurazione dell'inflazione. Fonte: MWHodges, 04/2008.

(7) Ad eccezione del livello regionale, dove ogni entità politica si organizza come desidera. Per esempio, l'UE si sta avvantaggiando dell'evanescenza della Gran Bretagna - impantanata in una crisi finanziaria, economica e politica - e sta prendendo il controllo della City di Londra (fonte: Telegraph, 11/06/2009). È probabile che l'estate 2009 vedrà la fine dei 300 anni di supremazia della City nel cuore del potere britannico. Su questo argomento è istruttivo leggere l'articolo di George Monbiot pubblicato sul The Guardian in data 08/06/2009, nonché prendersi il tempo di leggere il brillante saggio di John Lanchester pubblicato sul London Review of Books in data 28/05/2009 dal titolo «It's finished» (È finita).

(8) Chi presta più attenzione alle dichiarazioni conclusive del G8, come quella susseguente all'incontro del G8-Finanza del 13 Giugno (fonte: Forbes, 13/06/2009), in un periodo dove ogni giocatore di fatto gioca secondo le proprie regole: gli americani da una parte, i canadesi e gli europei dall'altra, inglesi e giapponesi nel mezzo, mentre i russi giocano un gioco completamente differente?

(9) Il Segretario del Tesoro USA, Timothy Geithner, recentemente ha avuto un'esperienza molto imbarazzante mentre teneva un discorso agli studenti dell'Università di Pechino: il pubblico è semplicemente scoppiato a ridere quando lui ha assicurato che il governo cinese ha fatto la scelta giusta investendo il suo patrimonio in Buoni del Tesoro e in Dollari USA! (Fonte: Examiner/Reuters, 02/06/2009.) Non c'è niente di peggio che suscitare l'ironia o il ridicolo quando si è il potere istituzionale, poiché quel potere non è nulla senza il rispetto (sia da parte degli amici che dei nemici), specialmente quando colui che deride dovrebbe essere "incastrato" da colui che viene deriso. Secondo LEAP/E2020, queste risate valgono un migliaio di spiegazioni del fatto che la Cina non si sente affatto «incastrata» dal dollaro USA e le autorità cinesi sanno con esattezza quali strade stanno seguento i biglietti verdi e i Buoni del Tesoro. Questo tipo di situazione era impensabile solo 12 mesi fa, forse perfino 6 mesi fa, primo perché i cinesi erano ancora ingenui, secondo perché hanno ritenuto che fosse nel loro interesse far credere a chiunque che loro sono ingenui. Ovviamente, alla vigilia dell'estate 2009, questa situazione è svanita: nessun ulteriore bisogno di fingere, come evidenziato dall'inchiesta a 23 famosi economisti cinesi, pubblicata nel primo giorno della visita a Pechino di Timothy Geithner, che rivela come la maggior parte di loro considera «rischiose» le attività USA (fonte: Xinhuanet, 31/05/2009). Questo scoppio di risate degli studenti continuerà ad echeggiare per molti mesi a venire...

(10) Non saranno solo gli azionisti USA ad essere danneggiati sistematicamente dallo stato con il pretesto di superiori interessi comuni, come nel caso delle perdite dei fondi pensionistici e delle obbligazioni relative ai fallimenti di Chrysler e GM, oppure come quando il governo USA e la Federal Reserve hanno fatto pressioni sulla Banca d'America per nascondere ai suoi azionisti lo stato calamitoso di Merrill Lynch durante l'ultima acquisizione. Fonti: OpenSalon, 10/06/2009 / WallStreetJournal, 23/04/2009. In GB, Europa e asia, le stesse cause produrranno gli stessi effetti: la «ragion di stato» è sempre stata la scusa più semplice per giustificare il saccheggio su larga scala ... e i periodi di grave crisi sono perfetti per invocare la «ragion di stato».

(11) La Germania ha un problema simile dovuto alle prossime elezioni di Settembre. Dopo le elezioni, i problemi bancari del paese finiranno nei titoli di prima pagina, poiché dovranno essere affrontate le molte centinaia di miliardi di attività a rischio nei bilanci di parecchie banche, principalmente quelle regionali. È lontana dalle dimensioni dei problemi bancari di USA e GB, tuttavia Berlino probabilmente dovrà affrontare diversi potenziali fallimenti bancari. Fonte: AFP/Google, 25/04/2009. Negli Stati Uniti, le banche salvate dallo stato federale hanno semplicemente diminuito l'ammontare dei prestiti concessi, quando sono tenute a fare il contrario. Source: CNNMoney, 15/06/2009

 

(12) Fonti: Financial Times, 01/06/2009; YahooFinance, 04/06/2009; StreetInsider+Holdings/4656921.html, 15/05/2009; Financial Times, 01/06/2009

Mercoledì, 17 Giugno 2009

(Fonte Europe/2020Traduzione G.P. - Revisione e traduzione note di NSOE)

Commenti

Allora è vero...

Cavolo, oggi sul sito del Corriere campeggia in homepage l'articolo Istat: crolla l'occupazione nel primo trimestre dell'anno, -0,9%. Già si sentono i primi spruzzi...

Do you speak "nebulese"?

Ieri il Corriere ha pubbicato un articolo in cui Mario draghi parla di Nuovi problemi all'orizzonte. In un perfetto nebulese, linguaggio utilizzato da chi non sa cosa dire ma vuole comunque sembrare intelligente, oppure da chi vuole prendere per i fondelli senza essere scoperto, Draghi conferma per il prossimo futuro sia l'onda della disoccupazione che quella dei fallimenti in serie. Il nostro calamaro, infatti, dice che le misure messe in campo contro la crisi, tutte basate sul debito pubblico [...] non [sono] sostenibili a lungo. Tradotto significa che i soldi pubblici usati per salvare le banche (che Draghi rappresenta, e non scordiamoci che viene dalla scuola Goldman Sachs) dai loro azzardi morali, hanno indebolito l'economia reale mettendo in difficoltà le imprese che, come primo effetto, hanno iniziato a licenziare (onda della disoccupazione), e ora inizieranno a fallire in serie, aumentando la disoccupazione. A riprova di ciò, ecco un altro articolo di oggi che titola Piccole imprese: un milione a rischio.