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La figlia di Agamennone

07/07/2008 - 18:42

DRAMMATEATRO/F L O R I A N Teatro Stabile d'Innovazione

"La figlia di Agamennone"

 silvia mazzotta foto

 silvia mazzotta foto

 silvia mazzotta foto

un progetto di

Claudio Di Scanno

Giulia Basel

Massimo Vellaccio

Susanna Costaglione

dall'omonimo romanzo di

Ismail Kadarè

vincitore del Premio Flaiano 2008

drammaturgia e regia

Claudio Di Scanno

Con

Susanna Costaglione

Roberto Negri

alla viola
Irida Mero

lunedì 7 luglio ore 21.30

TEATRO MICHETTI - Pescara

s a r à p r e s e n t e l' a u t o r e

ORE 18.30 CAFFE' LETTERARIO MUSEO DELLE GENTI D'ABRUZZO

INCONTRO COLLOQUIO CON

ISMAIL KADARE'- OTTAVIANO DEL TURCO-STEFANO TRINCHESE-

GIAN MARCO MONTESANO-CLAUDIO DI SCANNO-UGO PEROLINO

info: Florian Teatro Stabile d'innovazione tel: 0854225129-0854224087-3889240352

mail: organizzazione@florianteatro.it

CAFFE' LETTERARIO - MUSEO DELLE GENTI D'ABRUZZO via Delle Caserme 22

TEATRO MICHETTI via G. D'Annunzio 28 P E S C A R A

UNA IFIGENIA D'ALBANIA

Sfilata del primo maggio a Tirana: in una tribuna delle autorità un invitato, l'anonimo io narrante, ha all'improvviso l'impressione di scorgere, tra gagliardetti e ritratti di alti dirigenti del Partito, il volto dell'antico comandante greco Agamennone, vincitore di Troia. Intorno a questa immagine mentale si compone progressivamente il dolore di un uomo abbandonato dalla donna amata, Suzana, figlia di un alto dirigente del Partito. La figura mitologica del comandante greco disposto a sacrificare la figlia Ifigenia per la "ragion di stato" è la chiave di lettura di questa storia d'amore distrutta dalla crudele macchina repressiva dell'apparato di partito nella Tirana del 1985. La tragedia del sacrificio della figlia di Agamennone diventa allora immagine centrale dalla quale si dipana una molteplicità di riferimenti storico-biografici che disegnano i drammatici rivolgimenti della più recente storia dei sistemi totalitari dell'est europeo sul finire del 1900.

L'incontro con Ismail Kadarè e con il suo La figlia di Agamennone è stato casuale, un impatto inaspettato e non cercato avvenuto in libreria sul finire di febbraio 2008. Venivo da una Trilogia del mondo antico sostanziatasi dal 2005 al 2007 con Prometeo Incatenato, l'Antigone nella versione di Brecht e per ultimo l'Orestiade nella traduzione di Pier Paolo Pasolini e il titolo di quel libro, La figlia di Agamennone, dal chiaro riferimento al mito attico eppure inusuale, aveva attirato la mia attenzione. Non conoscevo Kadarè e il fatto che fosse uno scrittore d'Albania rifugiatosi in Francia ai tempi dell'allora regime di Hoxha forse mi avrebbe consentito di dare sostanza propositiva e produttiva al Festival "Contagi" che mi approssimavo a realizzare da direttore artistico del progetto comunitario Factory. Sbranato in pochissimo tempo il testo, sentivo crescere il desiderio che da esso scaturiva e che riguardava la mia personale necessità di uno spettacolo capace di soffermarsi sui meccanismi perversi della repressione politica operata dal "Partito", dall'eliminazione fisica dei dissidenti fino alla censura e naturalmente all'autocensura che sempre ne consegue. Che il tutto potesse poi essere filtrato da un particolare motivo di carattere biografico riguardante l'autore (l'abbandono della amata Suzana) era ciò che a livello drammaturgico poteva determinare dei salti narrativi e degli spostamenti percettivi efficaci ed essenziali alla ritmica testuale e visuale dello spettacolo.

In una dimensione dal sapore quasi surreale, la "casa" è il luogo dove l'anonimo protagonista consuma la memoria di quel doloroso primo maggio del 1985 a Tirana. Lo spazio è uno spazio mentale, la memoria lo riempie di presenze, ed è su questa semplice linea drammaturgica che lo spettacolo prende forma e sostanza, anche nel maturarsi di una dolorosa consapevolezza: quella dell'ideale tradito e del dolore dell'intellettuale e dell'artista al cospetto della situazione del proprio paese, l'Albania preda di un regime oppressivo e violento. E la testimonianza di Kadarè ci ri-precipita in modo essenziale quanto efficace in una tra le pagine più tristi dell'Europa contemporanea.

Lo spettacolo ha debuttato il 7 e l'8 maggio del 2oo8 a Pescara, nello Spazio Alici. Alcune settimane più tardi un comunicato stampa annuncia l'assegnazione del prestigioso Premio Flaiano 2008 (che da alcuni decenni si svolge a Pescara per iniziativa di Edoardo Tiboni) a Ismail Kadarè proprio per La figlia di Agamennone: una notizia anch'essa inaspettata che suggella una coincidenza speciale e per alcuni versi entusiasmante.

Claudio Di Scanno

Giugno 2008