Genius Seculi

Il seguente video, un imperdibile adattamento in italiano tratto da ZEITGEIST: ADDENDUM 2008[1], spiega bene cosa sta accadendo. Questo è uno spartiacque: o sai e agisci di conseguenza oppure rimani nel gregge belante e fai finta di niente, confidando nei buoni propositi del pastore che ti guida. Poi, però, non ti lamentare se finirai con le toppe ai pantaloni o se ti "requisiranno" la ditta, la casa, l’auto, la dignità o quantaltro, perché è quello che sta già accadendo e che accadrà sempre di più nei giorni a venire.

Divulgare questa conoscenza su vasta scala è un atto di coraggio. Alcuni Presidenti Americani hanno provato a cambiare questo stato di cose e sono stati rispediti al Creatore (JFK e Lincoln per citarne solo due).

Curiosamente, un’intera classe politica italiana è stata spazzata via dopo che il suo leader, Bettino Craxi, ha manifestato la volontà di voler modificare il sistema bancario vigente[2], e quante monetine son volate allora... Buona visione!

Note:

1) La traduzione di ZEITGEIST: ADDENDUM 2008 è stata pubblicata su NSOE nel dicembre 2008.

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2) Vedi Lira Pesante su wikipedia e i link che fornisce nelle note.

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Commenti

Dal "Massimo scoperto" al "Corrispettivo sull'accordato"...

Il 26 giugno il sito mercatoliberonews.blogspot.com ha pubblicato la seguente lettera-denuncia:

26/06/09

Voglio farvi conoscere l'ennesima gravissima truffa del sistema bancario.

Dopo l'abolizione della commissione di massimo scoperto le singole banche si sono ingegnate per cercare di recuperare i soldi A DANNO DI PICCOLI E AZIENDE. Adesso con formale lettera inviata dalla mia banca (***) l'odioso vecchio balzello sugli affidamenti è stato sostituito con un altro ancor più incredibile: il "corrispettivo sull'accordato", ovvero il pagamento di "una remunerazione dovuta al fatto che la banca s'impegna a tenere a disposizione (sic!) del cliente una somma di denaro". In soldoni, si tratta di un tasso del 3,75% annuo sull'intera somma accordata INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE IL FIDO VENGA UTILIZZATO O MENO. Fate due conti: su un fido di 10 mila euro sono 375 euro all'anno regalati alla banca!
Di tutto questo, nessun mezzo di informazione ha fatto menzione! Solo una trasmissione radiofonica, mi si dice.
La direttrice della mia banca, un po' imbarazzata, mi ha detto che questo accordo è stato fatto all'Abi (CARTELLO?) e che tutte le banche si stanno accingendo a fare altrettanto. Vi rendete conto? Con una crisi così grave si stanno rendendo sempre più pesanti e impossibili le condizioni di accesso al credito.
Personalmente andrò anche dalle associazioni dei consumatori.
Spero che vorrete fare vostra questa battaglia.
Grazie davvero per il lavoro che svolgete con tanta lucidità e competenza.


Nostro commento: Porca vacca! e porca banca!!!

Banche, che passione!

Nota della Redazione: Stavamo per tagliare questo lunghissimo commento del signor Mensa Andrea perché, alla fine, non fa altro che ribadire, in modo molto più nebuloso e criptico, ciò che viene affermato nel video e nella traduzione di ZEITGEIST. Abbiamo deciso però di lasciarlo per correttezza, avvertendo il lettore che si tratta, appunto, di un lungo commento nebuloso e criptico.

Sfugge infatti come mai, se la massa monetaria M1 include il circolante più conti correnti o postali, ad un certo punto secondo il signor Mensa le banconote NON vengono conteggiate in M1 quando qualcuno fa un versamento sul suo conto corrente. Ma se i conti correnti concorrono a creare l'M1, perché ora magicamente non concorrono più? La storiella della banca divisa in due entità con tre contenitori ecc., assomiglia molto al gioco dei barattoli dove sotto un barattolo viene messo un oggetto, poi i barattoli vengono abilmente mescolati e il malcapitato avventore che ha puntato i suoi soldi sul barattolo 1, li perde scoprendo che l'oggetto è finito invece sotto il barattolo 2, o 3 o 4...

Per quanto riguarda invece l'asserzione che la banca "è una società commerciale, come tutte le altre, solo che invece di produrre lavatrici, produce credito", invitiamo il signor Mensa a studiarsi bene il significato del verbo "produrre". In che modo, di grazia, la banca "produce" credito? Inventandolo dal nulla, come spiegato bene nella traduzione di ZEITGEIST con l'ausilio dei grafici della FED americana.

Lasciamo anche il secondo commento intitolato "signoraggio" con questa doverosa precisazione: non abbiamo l'anello al naso e abbiamo capito da tempo che le banconote compongono una minima parte dell'M1, dato che oramai ci si scambiano solo numeri tramite un click del mouse senza bisogno di banconote né di oro né di altre materie "di rappresentazione": solo numeri astratti, e su questi numeri astratti il sistema bancario crea i suoi spropositati guadagni concreti. Il tutto nascosto dietro la beneficenza di 80 milioni donati allo Stato, come precisato a pagina 317 del Bilancio della Banca d'Italia citato da Mensa. In pratica, con poco più di 1 euro a testa per ogni cittadino italiano, la Banca d'Italia si è lavata la coscienza.


L’ossessione del signoraggio, denunciato oltretutto solo per la stampa delle banconote (e tralasciando la parte molto maggiore del denaro creato, quello cioè contabile) mi spinge a descrivere ancora una volta come funziona il sistema bancario, tanto per aiutare a capire COME esso si impadronisca di una gran parte del valore creato, soprattutto col lavoro, dalla popolazione.

Per far ciò creo una immagine della banca, che nella realtà esiste solo contabilmente, nei libri della banca stessa e nelle sue procedure. Era lo stesso disegno che capeggiava nella sala in cui i programmatori scrivevano le procedure per i calcolatori che contengono tutti i dati della banca stessa.
La ragione per cui vi chiedo questo sforzo mentale, magari aiutandovi con un disegno, mano a mano che descrivo i vari “pezzi”, ve lo spiegherò dopo e capirete quanto sia utile questa immagine.

Vedete la banca divisa in due entità:
La prima è una società commerciale, come tutte le altre, solo che invece di produrre lavatrici, produce credito.
Tale società avrà un capitale (vedremo dopo che viene anche definito capitale di garanzia), ha degli impiegati, ha dei locali di proprietà (i suoi fanno parte del capitale) o in affitto, paga luce, gas, telefoni, manutenzioni, ecc… , e per tutte queste esigenze, e anche per altre, si avvale di un conto corrente aperto presso l’altra entità di se stessa.

La seconda entità tratta il denaro verso i clienti. Depositi, prelievi in conto corrente, prestiti e svariate altre attività, che però qui non serve illustrare al fine di capire come funziona il sistema.

Dentro questa entità ci sono tre “contenitori”.
Nel primo finiscono tutte le banconote che entrano quando viene fatto un versamento. Tali banconote, fino a che restano li dentro, non vengono conteggiate in M1 (che include solo il circolante più conti correnti o postali). È come se attraversando lo sportello il valore che “trasportano” venisse spostato dalla banconota stessa al saldo del conto corrente. Il valore viene “ricaricato” sulla banconota quando viene fatto un prelievo. In tal caso diminuisce il saldo del conto e il valore ritorna in circolazione sulla banconota.
A questo proposito faccio notare come la quantità di banconote, nell’insieme dei movimenti, sia slegata completamente, visto che i movimenti possono esser fatti da banconote, ma anche assegni, bonifici, ecc…
Gli altri due sono delle annotazioni contabili in cui finisce il versamento stesso nella proporzione stabilita.(1)
Gli interessi che ricava con i prestiti, meno quelli che paga sui depositi, costituiscono le “entrate” della prima entità, che versa sul suo conto corrente. La seconda non ha un suo bilancio perché a tutte le spese provvede la prima e ad essa ogni entrata viene ceduta.

Come viaggiano le banconote?
La banca centrale stampa banconote.
Secondo una certa procedura (ben descritta ad esempio sul sito della banca elvetica) la banca centrale raccoglie le richieste di tutte le banche (entro una certa ora) e sulla base della quantità di denaro che decide di immettere sul mercato, soddisfa, secondo la percentuale così ricavata , le richiesta.

Come le soddisfa?
Ogni banca ha presso la banca centrale un conto, pertanto nel momento in cui fornisce l’importo lo registra a debito sul conto della banca stessa. Praticamente gli concede un prestito.
Le banconote arrivano alla prima entità che le deposita sul suo conto aperto presso la seconda entità, come un normalissimo versamento. Questa ritira le banconote ed aggiorna il saldo. Poi al suo interno segue tutta la procedura già descritta.
In questo modo, la prima entità si è indebitata nei confronti della banca centrale, ma ha acquisito un credito nei confronti della sua seconda entità.
Quest’ultima ha visto affluire banconote nel suo deposito, e indirettamente è diventata debitrice nei confronti della banca centrale.
Quest’ultima, è vero che ha “creato dal nulla” le banconote ed il loro valore, ma le ha cedute in cambio di un credito, che non rappresenta alcun valore reale perché non è cedibile.
L’operazione inversa, si verifica quando il deposito di banconote (per effetto di eventuali versamenti in contanti) supera la soglia delle normali necessità.
Se chiedete alla vostra banca banconote, per prelievi in contanti superiori ad una certa cifra (qualche migliaio di euro) vi chiedono di notificaglielo almeno qualche giorno prima, ed ora sapete il perché.
Ma attenzione che la banca non si indebita nei confronti della banca centrale SOLO in banconote.
Si indebita anche senza banconote ma semplicemente con una annotazione che trasferisce valore dalla banca centrale alla banca stessa, esattamente come un bonifico che fa solo cambiare dei numeri.
Anche la banca centrale, su tutti i prestiti che fa alle banche, riscuote un interesse, e questo è il suo guadagno, che usa per pagare le proprie spese, e il netto finale costituisce l’utile che versa ai suoi proprietari.

Una nota importante è da fare circa i depositi frazionati.
La quantità totale di denaro ( e lasciamo perdere le banconote, perché il denaro diventa banconote solo dopo un prelievo di contante ma è spendibile in molti altri modi senza necessitare del contante) che la banca può imprestare, è una funzione di quanto riesce a raccoglierne dal pubblico stesso, ma anche dal capitale di garanzia della banca stessa, oltre che di altri parametri, che per ora non interessano.
Per legge il capitale di garanzia deve esser costituito da asset di valore “sicuro”. Nel caso di titoli, o titoli con tripla A o titoli di stato (anche se lo stato stesso non ha la tripla A).

In diversi casi accade che la richiesta di prestiti sia elevata ma non sia possibile soddisfarla per tale parametro.
È normale quindi che i guadagni, anziché esser distribuiti come dividendi vengano portati a capitale, con il doppio scopo di aumentare il valore della banca stessa ( e quindi delle azioni) ma anche di innalzare il limite dei prestiti concedibili.
Mentre se il parametro “scarso” è il totale della raccolta, è altrettanto naturale che la banca innalzi i tassi sui depositi, per attrarre nuovi capitali.

Adesso spiego il perché ho fatto tale suddivisione ideale:

a) Abbiamo visto che la banca paga i suoi dipendenti, le fatture, i fornitori, ecc… li paga anche eventualmente con banconote. Ora, come è possibile che all’interno della banca esistano contemporaneamente banconote conteggiate in M1 (quelle con cui paga dipendenti e tutte le altre forniture) e banconote NON conteggiate in M1 ovvero quelle che vengono incamerate quando qualcuno fa un versamento sul suo conto corrente ? la risposta è semplice, la prima appartengono alla prima entità, le seconde sono gestite ed entrano nella seconda entità. Sempre banconote sono, ma le prime appartengono al “circolante” e quindi trasportano valore, le seconde hanno ceduto il loro valore al saldo su un conto corrente.

b) Come sono arrivate le banconote in mano alla popolazione?
In tre modi: mediante prestiti (la seconda entità in seguito ad un prestito apre un conto, e su quel conto scrive l’importo, come descritto. Da quel momento l’usufruttuario del prestito può fare un prelievo in banconote). Quando la prima entità Paga dipendenti e servizi, sia che li paghi direttamente in banconote che accreditandogli l’importo da cui essi possono prelevare banconote, prelevando gli importi dal proprio conto. Tramite lo stato, quando scambia titoli del tesoro con proprio denaro (banconote oppure bonifici sul conto corrente del tesoro) e quest’ultimo paghi le prestazioni ai suoi dipendenti e fornitori.

c) Come arrivano le banconote, dalla banca centrale che le stampa, alle tasche del popolo?
Con un ragionamento regressivo, immaginiamo che nel giorno 0 non esistano banconote.
Quel giorno la banca centrale ne stampa, e su richiesta le cede alla prima entità della banca richiedente attivando un prestito. La prima entità li versa sul suo conto presso la seconda entità.
Da quel momento la prima entità può pagare i propri dipendenti e prestatori d’opera, in banconote, (prelevando gli importi dal proprio conto) i quali le faranno circolare direttamente usandole per fare la spesa, oppure li verseranno sul proprio conto corrente. La seconda entità potrà iniziare a fare prestiti, e i beneficiari potranno prelevare banconote che spenderanno facendo a loro volta la spesa, ecc….

d) Dovrebbe diventare chiara la seguente osservazione: il totale dei depositi in conto corrente presso la seconda entità, non ha più alcun legame con la quantità di banconote all’interno della seconda entità della banca stessa, in quanto uscite dopo esser state prelevate da un conto, eventualmente rientrano con l’importo accreditato su un altro. Mentre è vero che tutti gli importi sono stati generati da banconote, è altrettanto vero che le stesse banconote uscendo da una parte e rientrando dall’altra, hanno consentito di generare diversi saldi per importi ben più alti della quantità di banconote stesse. Solo per il fatto che la stessa banconota ha generato più di un saldo di conto corrente.
Questa è la ragione per cui all’interno della banca non vi sarà mai banconote sufficienti a soddisfare l’equivalente dei saldi di tutti i conti. Detto in altre parole, se tutti i correntisti decidessero di chiudere il loro conto prelevando in banconote il saldo, la banca chiuderebbe quasi immediatamente.

e) Risulta altrettanto chiaro il perché quando si parla di massa monetaria M1 si intenda circolante (banconote in mano al pubblico ma non “in pancia” alle banche) più saldo dei conti correnti (e conti postali che operano in modo analogo). Il “valore” è associato, e trasportato, utilizzabile negli scambi, indifferentemente che sia sotto forma di banconote, o sia di “numero” testimoniante un saldo di conto corrente trasferibile sia mediante assegno che bonifico o altro modo.

f) Nel conteggio del denaro, ovvero di tutti quel supporti che permettono sia il trasferimento che l’accumulo di valore, entrano a pari merito sia le banconote che i conti correnti. E notare che l’entità dei secondi, pur essendo stati generati tutti dalle prime, rappresentano oggi un totale ben superiore ai primi ( di svariate centinaia di volte).

g) Penso che sia comprensibile oggi, perché parlare di signoraggio SOLO in merito alle banconote, sia assurdo. Eventualmente si dovrebbe parlare di TUTTO il denaro incluso in M1. Ma, come ho già spiegato, non si può parlare di signoraggio riferendosi al denaro (mentre è corretto riferendosi alle monete metalliche), in quanto esso frutta a chi lo ha stampato solo un credito non cedibile, quindi privo di valore. Ma questo è poi un altro discorso.

Ora faccio notare come le banche esercitino la loro azione drenante sull’economia di un paese. Ogni azienda poco più che artigianale, che operi sulla manifattura e che quindi necessiti di materie prime o semilavorati, necessita per la sua normale attività di credito. Compera materiali li lavora e li vende. Se anche riesce a pagare le fatture di ciò che compra con lo stesso ritardo con cui lei viene pagata, resta da coprire il valore di tutto ciò che acquista per tutto il tempo di lavorazione, poi sovente ci sono anche tempi di immagazzinaggio, i dipendenti, vanno pagati subito, non a 3 o 6 o12 mesi. E tutto ciò richiede capitali, che quasi mai la società ha di suo, ma richiede alla banca. E ad essa paga un interesse che attualmente va da u 8% in su.

Quando si calcola il costo di produzione della merce, il costo del denaro, viene scaricato sul costo della merce stessa, e quindi pagato alla fine dal consumatore.
Aggiungiamo anche che la banca, concedendo tale prestito, continuamente rinnovato,ha un’enorme arma di ricatto nei confronti dell’azienda stessa, in quanto per lei è impossibile lavorare e produrre, senza quel credito.
Sovente vediamo fallire aziende che erano solide, produttive, con un portafoglio di ordini, per ragioni finanziarie. È sufficiente che la banca gli riduca tale finanziamento per farla chiudere.

Avendo un’arma di ricatto così potente, costringe a volte l’azienda ad azioni per lei controproducenti, e a volte addirittura disastrose. Molti titolari di piccole aziende, ad esempio sono stati “costretti” dalle banche finanziatrici ad acquistare i famosi Cirio bond o i titoli Argentini quando le banche hanno cominciato a considerare tali investimenti pericolosi. Vi sono poi azioni molto più subdole, che si risolvono sempre a danno dell’azienda stessa, come vincolare parte dei guadagni in derivati.
I costi, comunque molto elevati del credito, diventano un sovrapprezzo per le merci.
Altro danno viene fatto al mercato nel momento che la banca “crea” denaro, come abbiamo visto.

A fronte di un risparmio, concedere prestiti per multipli di tale risparmio, significa aumentare la circolazione monetaria, col risultato di svalutare la moneta, anche quella che si trova nelle tasche della popolazione.

Ho mostrato come a volte sia conveniente alla banca immettere titoli di stato nel proprio capitale di garanzia col doppio scopo di veder fruttare tale capitale, e di aumentare la possibilità di guadagno aumentando il limite ai prestiti.
Questo fatto aumenta la richiesta di titoli, abbassandone il tasso di interesse, con un “danno” per gli altri investitori.

Acquistare titoli del debito pubblico, ha anche un’altra valenza, ovvero di usare un capitale di risparmio, fermo, non circolante, e portarlo tramite lo stato sul mercato, visto che quanto ricava dalla vendita dei titoli, lo stato lo usa per coprire la sua spesa corrente, di nuovo operazione a valenza inflattiva.
Mentre se i titoli del debito venissero assegnati solo al pubblico, diventerebbe solo una partita di giro, ovvero denaro non speso da alcuni e rimesso in circolazione dallo stato.
La banca centrale, pur stampando le banconote, esercita la sua azione sull’economia nei due mezzi derivanti dalla sua funzione: controllo della liquidità e tassi di interesse.
Dato che per liquidità si intende principalmente M1 (che credo di aver già definito svariate volte) , dovrebbe esser chiaro come, includendo tale valore tutto il denaro POTENZIALMENTE spendibile per l’acquisto di beni e servizi, ma non EFFETTIVAMENTE speso, mentre solo una sua parte, dipendente essenzialmente dal “sentiment” della popolazione lo spenderlo o il tenerlo “di scorta”, viene di fatto speso, e, dato che a influire eventualmente sul livello dei prezzi è solo quello che effettivamente viene speso, ecco spiegato come il controllo del livello di inflazione sia estremamente difficile.

Se poi si somma il fatto che la velocità con cui i vari attori che lo ricevono e quindi lo possono spendere a loro volta, la valutazione di QUANTO denaro serva per far avvenire gli scambi senza esserne scarso, è una valutazione delle più complesse e soprattutto mai basate SOLO su funzioni matematiche.
Ma le azioni per aumentare o diminuire tale quantità, comportano riflessi importanti sull’economia reale.

Eccessivo denaro rispetto al totale del valore delle merci e dei beni scambiati, lo svaluta (inflazione) mentre troppo poco causa l’opposto frenando gli scambi.
Aumentare i tassi, per favorire il risparmio e scoraggiare il richiedere prestiti, frena sia le spese che gli investimenti produttivi, di fatto frenando l’economia reale, come il diminuirli troppo spinge verso investimenti anche privi di reale redditività, visto il loro minor costo, al limite dell’incoscienza ed errata valutazione del rischio di rientro (cosa avvenuta con i famosi subprime).

Ma le vere sanguisughe della società, non sono le banche centrali, ma quelle commerciali, che “creando” denaro che a loro non costa nulla, drenano mediante interessi estremamente esosi la ricchezza generata dalla popolazione, per gestirla in modo assolutamente arbitrario e discrezionale.
E come penso sia intuibile da chiunque, una ricchezza disponibile e gestibile con tali criteri è sempre e comunque una minaccia per la convivenza civile.

Nota (1): Nel momento in cui io porto , ad es. 1000€ in banca, il cassiere ritira le banconote e registra + 1000 sul mio saldo, e contabilmente quel 1000 finisce su due conti della banca ripartiti secondo una percentuale prestabilita. Ipotizzo tale percentuale 10% per farla facile, ma in alcuni casi è arrivata a percentuali più basse. Quindi dei 1000, 100 nel primo contenitore, e 900 nel secondo.
Faccio notare che qui sono solo più dei numeri, perché le banconote sono già state separate dal valore nell’azione precedente.
Questa divisione ha la sua ragion d’essere semplicemente per la legge statistica, che ha dimostrato che se il totale dei soldi versati è di una certa entità, solo una minima parte di essi si “muove” ovvero entra/esce dalla banca. Pensate al vostro conto. Penso che sia abbastanza normale che non andiate sempre a 0 ogni mese. Di regola si possiede di più di quello che è il consumo medio, anche solo per far fronte agli imprevisti.

Ma poi vediamo la banca come quella che ha sia il conto dell’azienda che quello dei dipendenti. L’azienda paga i dipendenti per cui il suo conto cala, ma aumenta quello dei dipendenti. Quello dei dipendenti cala, ma aumenta quello dei negozianti, ecc… portando al limite, ci fosse una sola banca con tutti i conti di tutta la popolazione, il totale dei depositi al suo interno varierebbe ben poco.
Bene nel primo contenitore vanno i 100, che permettono di soddisfare le differenze entrata/uscita e nel secondo i 900, che praticamente restano inattivi.

Ora supponiamo che qualcuno chieda 1000€ in prestito alla banca e che questa glielo conceda. Gli aprirà un conto, dal secondo contenitore prenderà 1000 e lo depositerà su tale conto, e quei 1000 finiranno anche loro 100 nel primo e 900 nel secondo. In tal modo dal secondo contenitore, in effetti il totale è calato solo di 100.
E questo significa che a fronte di un deposito di 1000, la banca può fare prestiti per 9000, ovvero per 9 volte l’operazione sopra descritta.
Se pensate che oggi la banca paga lo 0,1% (se vi va bene) sui 1000 da voi versati, ma chiede (quelle oneste) l’8%, a fronte di un 0,1 pagato ricava 9x8 = 72% su quello che impresta.

Ma non è tutto.
Questa operazione, se ha tolto dal mercato i 1000 che io ho risparmiato, quindi non speso, dall’altra parte ha immesso nel mercato 9000 perfettamente spendibili con un saldo positivo di 9000-1000 = 8000
Se l’inflazione è legata all’aumento di denaro spendibile rispetto al valore delle merci acquistabili, questa operazione, nel sua complesso è inflazionistica.
Questo è il meccanismo dei depositi frazionati.

signoraggio

la definizione di signoraggio è: la differenza tra il valore facciale e quello incorporato dalla moneta stessa (quantità di metallo).
quando si parla di signoraggio relativamente alle banconote, però si commette un grosso errore.
il signoraggio ha senso per le monete in quanto esso è DEFINITIVO con il conio delle monete stesse. infatti nessuno si sognerebbe mai di fondere le monete per ricavare il metallo di cui sono costituite. E' il momento del conio, quindi, che crea il signoraggio.
per le banconote (quelle in carta) il discorso è diverso perchè esse sono date IN PRESTITO, ragion per cui la differenza di valore (equivalente praticamente a tutto il valore facciale), se è vero che viene generato con la stampa, non è mai definitivo, in quanto essa banconota, può essere resa.
il valore generato con la stampa, pertanto, non è un valore spendibile, è un credito non cedibile. E se non cedibile non ha alcun valore.
mentre invece, tale credito, genera un interesse, che in effetti rappresenta l'utile della banca centrale stessa, per l'attività che svolge controllando la massa monetaria.
quindi, smettiamo di cercare "chi si appropria" del signoraggio, pensando ad una entità di valore elevata.
Se si esclude quello relativo alle monete metalliche, praticamente esso non esiste.
e ricordiamo pure, che se il signoraggio sulle monete ha un valore una tantum all'atto del conio, esso confluisce nell'utile della banca centrale, e, per l'Italia, tale utile (tolte le spese della banca d'italia stessa, viene devoluto al tesoro, quindi a tutti i cittadini.
(per vederlo basta guardare il bilancio della banca d'italia nelle ultime pagine e si leggerà che dopo le quote ai proprietari, le quote di ammortamento e di riserva "il rimanente" va al tesoro). se vi serve il link è
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel06/rel06it/bilancio/r...
a pag. 317.
saluti

ps. il nparagone migliore è quello dell'assegno bancario.
ritirate un bene e pagate con un assegno.
da quel momento voi avete sia il bene, che i vostri soldi in banca.
se l'assegno andasse perso o distrutto, il vostro vantaggio sarebbe definitivo.
altrimenti esso dura solo fino a quando l'assegno viene incassato, per cui voi perdete l'equivalente dal vostro conto.
le banconote stampate dalla banca centrale equivalgono all'assegno. essa ha un credito fintantochè le banconote circolano, e comunque lo devono mantenere poiche le banconote potrebbero essere rese.
in effetti, carte di credito, carta moneta, bancomat ecc... stanno soppiantando le banconote, che gradualmente rientrano cancellando parte del credito.