I mercati azionari sono bombe ad orologeria?

Perfino i giganti del mercato azionario più accorti al mondo (ad esempio Warren E. Buffet) hanno avvertito, durante l'ultima decade, che i derivati sono l'equivalente finanziario di un'arma di distruzione di massa potenzialmente letale. Le conseguenze di un'esplosione di questo tipo farebbero sembrare la recente crisi finanziaria ed economica mondiale una cosuccia da pochi spiccioli. Tuttavia, i lobbisti generosamente "lubrificati" dei mercati dei derivati non regolamentati e non sorvegliati, dicono ai comitati del congresso e ai funzionari del governo di smetterla di interferire.

Mentre le banche di tutto il mondo implodevano e circa 50 trilioni di dollari svanivano nei mercati azionari mondiali, secondo una stima della Banca dei Regolamenti Internazionali il mercato dei derivati cresceva di circa il 65 percento. La BRI riunisce a Basilea, in Svizzera, i 57 più potenti banchieri centrali del mondo per degli incontri segreti periodici. Di tanto in tanto lanciano un grido di allarme. Questa volta è che i derivati sono schizzati da 414,8 trilioni di dollari di fine 2006 ai 683,7 trilioni di metà 2008, in un arco di tempo di 18 mesi.

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