Sabato 12 gennaio fino a lunedì 14, presso il Piccolo
Teatro Guascone si terrà una mostra a cura dell'artista
Giancarlo Costanzo dal titolo I sette vizi capitali.
Gli orari d'apertura della mostra saranno : per la serata
inaugurale dalle 20 e 30, domenica e lunedì dalle 17 e 30
alle 20 e 30. L'ingresso è gratuito.
Giancarlo Costanzo nato a Pescara nel 1949 è un artista
proveniente dall'esperienza costruttivistica ed
espressionista, a partire dal 2000 ha esplicato un intensa
attività espositiva con personali e partecipazioni a
collettive di prestigio. Costituisce con artisti e critici
l'associazione Pescara Art Evolution (PAE) con cui
organizza mostre collettive. Ha partecipato tra l'altro a
: collettiva Grandi Maestri e pittori emergenti al
Palauniverso di Silvi nel 2002; Eventi d'arte mostra
itinerante inaugurata presso il Museo Vittoria di Colonna di
Pescara, che ha toccato tra l'altro L'Aquila, Rieti,
Roma, nel 2003. Nel 2004 e 2005 è stato presente
all'VIII e IX edizione della Fiera Mostra Mercato di
Forlì, curata dallo storico Francesco Gallo. Nel 2006
prende parte parte alla mostra Problematica delle
immagini curata da Carlo Fabrizio Carli al Castello Svevo
di Termoli. Nel 2007 è invitato all'VIII Rassegna
Ricerche Contemporanee di Pianella, alla collettiva In
cartis al Micro di Roma, al XXXIV Premio Sulmona
presieduta da Vittorio Sgarbi ed al XL Premio Vasto curato
da Leo Strozzieri e Maria Cristina Ricciardi. Sempre nello
stesso anno, presso la Palazzina Azzurra di S.Benedetto del
Tronto presenta Post Computer e la pubblicazione monografica
a lui dedicata Arte e sapienza del gioco curata dal
critico d'arte Antonio Picariello. Infine nel 2007 organizza
una storica mostra dal titolo "Dialettiche in campo
presso il Museo Genti d'Abruzzo a Pescara.
Dalla monografia sulla sua ricerca Arte e sapienza del
gioco curata da Antonio Picariello :
Giancarlo Costanzo produce il transazionale; isola
l'isolamento, nutre la fame di stimoli, crea carezze per
lumanità. Ne è un esempio l'esatta sintesi dei
sette vizi capitali, dove il massimo confine
dellumana esistenza riconduce, come il gioco richiede,
appunto, nella individuazione esatta della forma della sedia
o della poltrona. Superbia, avarizia, lussuria,ira, gola,
invidia, accidia elegantemente posati sui piani della
storia del designer e dellarchitettura che modella
l'accoglienza del corpo anatomico
Per informazioni info@guasconi.org