Lettera a Tremonti

Proviamo qualche iniziativa di "democrazia diretta" e proviamo a metterci in contatto con qualcuno che potrebbe e dovrebbe fare qualcosa per correggere e sistemare le storture antidemocratiche in materia economico-finanziaria, leggi SIGNORAGGIO e perché la proprietà della moneta non torna nelle mani del Popolo Italiano che dovrebbe esercitare la SOVRANITÀ POPOLARE così come sancito dall'articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana;

usiamo anche toni educati e cortesi tanto, per attirare l'attenzione, non c'è bisogno di inveire o strillare; la domanda posta, da sola, dovrebbe bastare:

E-mail che ho inviato il 05/12/08 al ministro dell'economia Giulio Tremonti,  direttamente dall'interno del suo sito (http://www.giuliotremonti.it/)

"Caro Ministro Tremonti,

sono un cittadino italiano, che ha delegato indirettamente anche lei a curare i miei  interessi come membro di questa comunità.

È da un po' di tempo che mi sono documentato su quello che ritengo un grave problema da risolvere in campo economico e finanziario, lo ritengo anzi IL problema.

Il problema si chiama SIGNORAGGIO.

Lei  ben conosce a cosa mi riferisco, io mi chiedo come mai non ci riappropriamo (noi italiani) della sovranità monetaria, perchè lo stato italiano non riprende a stampare le proprie banconote invece di farsele "prestare" da Bankitalia o BCE che dirsivoglia, Spa a stragrande maggioranza privata.

Chi o cosa impedisce questo?

Questa è una domanda sincera che rivolgo a Lei personalmente e senza nessuna volontà polemica.

Lei è una persona intelligente, dai modi educati che spettano ad un "signore", la seguo e la ascolto volentieri quando mi capita di vederla in tv, per cui mi permetto di provare ad usare questo canale di comunicazione diretto che Lei ha messo a disposizione del cittadino, certo che questa mia, riceva la dovuta attenzione e spero una sua franca risposta.

Nell'attesa Le auguro un buon lavoro e le invio i miei più sinceri saluti.

(lettera firmata ed e-mail mia personale inviata)"

Ora sono in attesa di risposta; chissà se il ministro vorrà o potrà rispondermi in modo diretto e senza tecnicismi o addirittura con risposte-non risposte; sono comunque fiducioso, poi vedremo.

Ascanio