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L'uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello

04/02/2008 - 21:00

rassegna di TEATRO CONTEMPORANEO

Teatro Massimo
(in collaborazione con l'ATAM) 

Lunedì 4 febbraio
Pirandello

TEATRO STABILE DELLA SARDEGNA
L'uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello
diretto e interpretato da Stefano Randisi, Enzo Vetrano

La pièce nasce da una novella, "Richiamo all'obbligo" e si sviluppa incarnandosi in personaggi- animali immaginari e descritti come maschere grottesche.
Mai come in questo testo la drammaturgia di Pirandello si incontra e si esprime con il linguaggio del grottesco e fa nascere un apologo, una favola allegorica tragica e atroce. La situazione che ci viene raccontata è di quelle tanto care a Pirandello, al limite del possibile, eppure credibilissima: paradossale risvolto di quella società claustrofobica e piena di convenzioni che lo scrittore ha saputo scardinare pezzo per pezzo.
Va in scena la società che pratica una falsa onestà, che in apparenza accetta le norme comuni e in segreto le tradisce; è il trionfo della menzogna, alleata di esistenze prive di coraggio, riparate nelle pieghe rassicuranti, ma putride, del compromesso.

regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
luci Maurizio Viani - scene Marc'Antonio Brandolin - costumi Ursula Patzak

con Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Ester Cucinotti, Giovanni Moschella, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi e Francesco Pennacchia

Il nostro lavoro su Pirandello, cominciato con la scommessa riuscita di andare oltre la rappresentazione de Il berretto a sonagli e di superare i "limiti" della vicenda narrata, aprendo possibili squarci su altre dimensioni e visioni, prosegue con questa messinscena di un testo molto particolare, quasi un unicum della produzione pirandelliana.
Mai come in questo testo infatti la drammaturgia di Pirandello incontra e si esprime col linguaggio del grottesco e fa nascere un apologo - come lo stesso autore ha voluto definirlo - una favola allegorica o - per citare Marco Praga - "sotto l'apparenza della farsa... una satira tragica e atroce... una mascherata da trivio imposta ai valori astratti, morali e religiosi dell'umanità."
La situazione che ci racconta è di quelle, tanto care al nostro Autore, al limite del possibile eppure credibilissime, paradossale risvolto di quella società claustrofobica e piena di convenzioni che Pirandello ha saputo scardinare pezzo dopo pezzo coi suoi affondi letterari e teatrali. La società che pratica una falsa onestà, che in apparenza accetta le norme comuni e in segreto le trasgredisce.
Nasce da una novella, Richiamo all'obbligo, e si sviluppa incarnandosi in personaggi-animali immaginati e descritti come maschere grottesche. Paolino, rispettabile professore privato, è l'uomo della vicenda: trasparente, come lo definisce l'Autore, ma con una doppia vita; è infatti l'amante della signora Perella, la virtù in persona, moglie trascurata e infelice del Capitano di marina Perella, la bestia.
La tresca potrebbe continuare a lungo e senza intoppi, dato che l'indegno marito - fedifrago, violento e irascibile, ormai da anni lontano dal letto della moglie - è sempre per mare, e torna a casa raramente e malvolentieri. Ma un incidente, un'inattesa quanto inopportuna gravidanza, minaccia di sconvolgere quest'ordine e costringe il professore a cercare una soluzione ad ogni costo. Nell'unica notte che il Capitano trascorrerà a casa, tra un porto e l'altro, dovrà assolutamente ottemperare agli obblighi coniugali, e rendere così apparentemente legittimo il frutto dell'amore proibito.
Comincia una frenetica corsa contro il tempo, per far sì che gli istinti sessuali della bestia vengano risvegliati al momento opportuno, e in questa cieca frenesia il professore calpesta e travolge pudore, dignità e sentimenti, pretende pozioni afrodisiache, compra la complicità del petulante figlio della coppia e spinge la casta signora Perella a mettere in mostra i tesori di grazia e bellezza del suo corpo, così gelosamente e santamente custoditi.
Affollano la scena domestiche scorbutiche, vicini invadenti e studenti bistrattati, personaggi descritti dallo stesso Pirandello con "consolanti" aspetti bestiali: galline, volpi, scimmie, caproni o cavalli rinchiusi in questo vociante serraglio. E alla fine, chissà che non sia proprio il bestiale Capitano Perella a incarnare gli unici, autentici, naturali aspetti dell'Uomo...

Nella nostra visione lo spettacolo è tutto come contenuto in un grande armadio che immaginiamo sul fondo del teatro. A poco a poco le ante, i cassetti, le mensole di questo armadio faranno saltar fuori le voci, i gesti, le azioni e i sentimenti dei personaggi, come da un arsenale delle apparizioni in cui tutto è possibile. Il grottesco si esaspera in momenti di forte comicità o si stempera nella poesia, consentendoci di utilizzare registri recitativi a noi congeniali. Eppure, come sempre nel nostro modo di andare in scena, rimanendo credibili, e tornando ad ascoltare le parole del grande Maestro, che chiedeva ai suoi attori di agire sempre per mosse d'animo, innescando una perfetta circolarità tra personaggio e interprete.

Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Informazioni, prenotazioni e prevendita
FLORIAN ESPACE via Valle Roveto 39, Pescara
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