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Paolo è un consulente informatico di 44 anni, con la faccia pulita: la classica brava persona che non ha mai avuto problemi con la Giustizia. Ma adesso è costretto a subire un meccanismo assurdo che la Giustizia stessa ha creato. La sua bambina di 10 anni il 13 giugno andrà in una Comunità per minori. Lo ha deciso, a dicembre 2007, il Tribunale per i Minorenni di Milano su richiesta dei Servizi sociali di Cologno Monzese, città dove abitano la sua ex moglie e la figlia stessa. Lo ha deciso perché la piccola non può stare più con la madre, e pur di non lasciarla con il padre e i nonni paterni, nonostante abbiano tutte le carte in regola per tenerla con sé, il Giudice ha preferito la Comunità per evitare di innescare una reazione violenta della madre. Una comunità, diretta da un consulente tecnico e da un Giudice Onorario del Tribunale, scelta dai Servizi sociali e non rispondente a quella indicata dal Giudice.
Una storia assurda come tante. Altri associati dell’associazione PAPA’ SEPARATI LOMBARDIA stanno vivendo problemi analoghi di allontanamento ingiustificato dai propri figli. Qualche esempio: un papà di Sesto San Giovanni che può vedere la figlia per un'ora una volta al mese alla presenza di un'educatrice; un papà di Cavenago Brianza che, pur avendo ottenuto l'affido condiviso, ha potuto vedere la figlia sporadicamente in ambito protetto e negli ultimi due mesi la situazione è degenerata.
Se si leggono i dati ISTAT si percepisce da cosa probabilmente può dipendere questo decisionismo al negativo che tende ad allontanare i minori dai loro cari. Il giro d'affari che vi sta dietro porta ad un perverso meccanismo che si autoalimenta, quantificato in non meno di 1,2 miliardi di euro l'anno, escludendo il denaro che viene pagato dalle istituzioni pubbliche per sostenere economicamente le Comunità.
Nel 2005 (ultimi dati ISTAT disponibili) più di 80.000 sono stati i casi di separazione, e più di 40.000 i casi di divorzio con un incremento del 57% e del 74% rispetto al 1995. "Se si pensa al numero delle persone coinvolte in una separazione, dai figli ai nonni, ai parenti, si può immaginare come una parte cospicua della popolazione italiana sia virtualmente sottoposta a questo doloroso fenomeno sociale – ha dichiarato Umberto Vaghi, vicepresidente dell'associazione Papà Separati Lombardia".
Ci chiediamo in particolare se nei casi in cui i Servizi sociali hanno chiesto di allontanare i bambini dalle loro famiglie, come nel caso di Basiglio, ci siano stati realmente dei validi motivi.
Per unirsi a Paolo e alla sua bambina l'associazione Papà Separati Lombardia, in collaborazione con l'associazione Figli Liberi, ha organizzato una manifestazione di protesta davanti al Tribunale per i Minorenni di Milano (in via Leopardi) lunedì 9 giugno 2008 dalle ore 10 alle 12. Aderiscono all'iniziativa GESEF, il Comitato dei Cittadini di Basiglio (CCDU) nonché tante mamme e tanti nonni che hanno compreso la necessità di riformare i Servizi sociali nel nostro paese.
Info: www.papaseparatilombardia.org
E-mail: info@papaseparatilombardia.org
Relazioni Esterne: 320.57.65.281
Ufficio Stampa: 335.81.00.948