Medicine come caramelle

Credo sia opportuno spendere due parole riguardo la faccenda dei farmaci ora disponibili nei supermercati.

Da un secolo a questa parte, la farmacologia ha cercato di tenere il passo della medicina, offrendo spesso dei rimedi di assoluto valore per malattie fino a quel momento ritenute incurabili. Tanto di cappello.

Ma oggi siamo al punto in cui la farmacologia, industria mondiale con fatturati inferiori solo alle compagnie petrolifere e a quelle di armamenti (si, nel mondo si spende di più per le medicine che per il cibo), ha fatto il sorpasso. Il sogno della lobby farmaceutica è quello di vendere i propri prodotti alle persone sane, in modo da avere un mercato illimitato.

Dall'eroina venduta nei primi del novecento " contro la tosse e tutti gli altri malanni ", si leggeva negli opuscoli pubblicitari, si è arrivati oggi a dare diversi nomi commerciali ai principi attivi ma la politica non è cambiata. Ogni malanno ha il suo farmaco, anche quelle cose curate fino a qualche tempo fa con rimedi naturali e senza effetti collaterali. Ah, il marketing!

Guardate gli spot televisivi, per esempio. Quando si pubblicizza un farmaco, non si fa mai informazione scientifica: hai il mal di schiena? L'antidolorifico X è il rimedio giusto. Hai mal di testa? Il farmaco Y è quello che ci vuole. Ti senti giù dopo una giornata di lavoro? L'intruglio Z è miracoloso. E nonostante l'authority abbia obbligato le case farmaceutiche a inserire nell'audio degli spot anche le avvertenze, queste vengono lette in una frazione di secondo e non ci si capisce niente. "Attenzioneèunfarmacoleggereattentamenteleistruzioninonsomministraresotto
idodicianniseildolorecontinuarivolgersialpropriomedico
", letto alla fine dello spot in un secondo e due decimi, primato omologato.

Ci dicono, o dovrebbero dirci, di andare dal medico, però dopo che gli abbiamo comperato la medicina. Ci sono persone che hanno preso antidolorifici per diversi mesi per poi scoprire dal medico che avevano un tumore allo stadio terminale, patologia che se presa per tempo si sarebbe potuta curare. Ma per mesi hanno ingrassato le casse delle case farmaceutiche.

Tutto questo ha una spiegazione logica: questi farmaci da banco, come vengono indicati, non mirano a curare la malattia, annullano i sintomi. Non esiste nessuna droga, come sono gli antidolorifici, che guarisca. Le droghe servono solo a mascherare un problema, non lo risolvono.

Ora, non trovo sia il caso di andare dal medico per ogni piccolo disturbo, ma ci sono situazioni in cui, essendo informati, si possono trovare soluzioni efficaci a basso costo. Ad esempio, prendiamo il mal di testa del dopo sbornia: è accertato scientificamente che con l'assunzione di alcolici il cervello si disidrata. Il corpo umano è una macchina quasi perfetta, per cui per difendersi e non disperdere liquidi tende a ridurre la propria massa, a contrarsi quando l'assunzione di alcolici ne minaccia la disidratazione. Da qui il mal di testa.

Sarebbe sufficiente, il mattino seguente, bere qualche bicchiere d'acqua naturale a temperatura ambiente. Il cervello si reidrata e il mal di testa passa. Qualcuno vi ha mai spiegato questo? No, è anticommerciale. Meglio mettervi in mano un medicinale che in pochi minuti vi fa passare il dolore, ma non senza danni per il vostro corpo. Primo fra tutti quello di abituarlo a non difendersi più in modo naturale.

Il mal di schiena, come secondo esempio, può essere causato da mille problemi: dalle coliche a un trauma è tutto possibile. A volte una semplice visita ortopedica può aiutare definitivamente. Una soletta aggiunta alle vostre calzature vi permetterebbe una postura migliore nel camminare, un paio di esercizi al mattino vi aiuterebbero a mantenere elastiche le vostre arrugginite giunture. Ci avevate mai pensato? No, è più semplice e immediato prendere il pastiglione.

Il fatto di mettere nel carrello della spesa anche i medicinali avrà due effetti sicuri: il primo sarà un aumento vertiginoso della vendita di queste droghe senza però l'aumento di ammalati che ne giustifichi l'incremento, e il secondo sarà l'enorme beneficio di cui godranno le casse delle case farmaceutiche.

Il fumo che ci hanno buttato negli occhi, parlando di concorrenza e quindi di riduzione dei prezzi, non ha motivo valido per spiegare questa manovra commerciale. Trovare il farmaco TUTTOPASSA a 2 euro piuttosto che 3 euro, porta ad acquistarlo con più leggerezza, e quando uno ce l'ha in casa...

Il Tarlo