Il tempo, uno straordinario tesoro che ci viene consegnato gratuita- mente, troppo spesso viene dissipato: sembra che non ne abbiamo mai abbastanza, soffocati, come siamo, nelle attività di ogni giorno. E con la rete di incombenze che ci siamo dati - soprattutto in ambito lavorativo - non ci rendiamo conto che ci siamo autoridotti in schia- vitù. Perché sta accadendo tutto questo? Desideriamo più tempo ma, in realtà, non riusciamo a esaudire quello che rimane -ed è destinato a rimanere - solo un sogno.
L’autore, con questa serie di brevi saggi, non intende proporre un manuale d’uso su come impiegare il proprio tempo, ma solleci- tare nel lettore una serie di riflessioni, proponendone a sua volta. Ecco, allora, la riscoperta della lentezza come bene prezioso e non come pigrizia nell’agire, un’analisi della comunicazione alla ricerca della volontà di parlarsi per capirsi, un’indagine su internet, finestra aperta sui saperi ma anche sull’ignoranza, e un esame della televi- sione, specchio fedele di vizi e virtù.
Paolo Corticelli (Milano, 1949), giornalista, vive e lavora a Peschiera Borromeo. Dopo la laurea in Scienze e tecnologie alimentari, si è dedicato al giornalismo, con significative esperienze in quotidiani e periodici. Dal 1990 si è dedicato all’analisi del linguaggio. Professore a contratto negli anni Novanta per l’Università degli studi di Milano (“Comunicazione e azienda” e “Fondamenti di comunicazione” le materie insegnate), da alcuni anni è titolare di una società di consulenza per la comunicazione. È coau- tore, insieme all’amico e collega Roberto Casalini, di Rock: 500 album da collezione (1989).