Siamo donne o caporali?

Recentemente i media hanno dato notizia dell'avvento del Viagra rosa, il farmaco per combattere l'impotenza femminile, e dell'impegno profuso delle case farmaceutiche nel convincere il mondo intero che "le donne sono malate" e vanno curate con il nuovo Viagra. Sempre in questi giorni sta montando lo scandalo Glaxo, la multinazionale farmaceutica coinvolta in dubbie operazioni "pubblicitarie". Ora è la volta del Seasonal, la nuova pillola anticoncezionale che riduce le mestruazioni da 13 a solo 4 in un anno. Qui di seguito pubblichiamo il sagace commento di Massimo Fini in merito a quest'ultimo.

 

Da: Il Resto del Carlino

Gli americani sono indefessi

12 febbraio 2003, di Massimo Fini

Io, lo ammetto, sono molto retrogado, e penso che se la natura ha voluto tredici cicli annuali invece di quattro qualche ragione ci deve pur essere. Inoltre ho molti dubbi che una raffica di pillole come quella passi sul corpo di una persona lasciandola indenne.

Ma il problema, al limite, non è nemmen questo. È un altro e dovrebbe riguardare anche le femministe. Il fatto è che con «Seasonal» si nega la donna in quanto donna, la sua specificità, la sua femminilità di cui le mestruazioni, conditio sine qua non della sua fecondità, sono da sempre uno dei simboli. Con il «Seasonal» si vuole fare della donna un uomo, perfettamente adatto al mondo del lavoro. Le mestruazioni disturbano la funzionalità lavorativa? Eliminiamo le mestruazioni. Anche i seni, soprattutto se prosperosi, disturbano, a volte, questa funzionalità. Elimineremo pure quelli? Anche le natiche femminili, diciamo la verità, non sono il massimo per muoversi agilmente. Riduciamo opportunamente le natiche.

Le mestruazioni esistono da che mondo è mondo. E non solo generazioni e generazioni di donne «vi hanno convissuto serenamente» come dice la sessuologa Viola Baldassarre Verde, ma chiunque abbia avuto una compagna in età critica sa quale trauma sia la comparsa della menopausa.

La donna deve lavorare. La modernità ha incastrato anche lei che del resto si è fatta gioiosamente incastrare. Ma, per quanto oggi si cerchi di capovolgere le cose, la natura ha programmato la donna innanzitutto perché sia feconda e faccia i figli. Volerla maschilizzare fino al punto di cancellare le mestruazioni, con la scusa che così è più libera, mi sembra una demenza del tutto degna dei tempi che stiamo vivendo.