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Teatri d'Abruzzo teatri d'arte in rete

06/12/2007 - 20:30
13/12/2007 - 20:30

Teatri d'Abruzzo teatri d'arte in rete

Terrateatro Città di Giulianova

Provincia di Teramo

Regione Abruzzo

PRIMA rassegna regionale

25 SPETTACOLI IN 5 TERRITORI

GIULIANOVA ALTA Sala Trevisan - Piccola Opera Charitas

Dal 22 Novembre al 13 Dicembre 2mila7

Ore 21,15 ingresso € 5

Informazioni e prenotazioni: 3489314156-3391824676

www.terrateatro.org www.teatridabruzzo.it

Giovedì 6 Dicembre

Compagnia della Memoria

"Io avevo delle cose che chiamavo mie"

Domenica 9 Dicembre

Terrateatro

"Anime Salvate, storie del Gran Sasso"

Giovedì 13 Dicembre

Teatro Lanciavicchio

"La piazza rossa, memorie di una lotta"

PROGRAMMA DETTAGLIATO SPETTACOLI

Giovedì 6 Dicembre

Compagnia della Memoria

"Io avevo delle cose che chiamavo mie"

con Cristina Baldassarre, Enrica Buccione, Paola dell'Aquila, Serena Magazzeni, Flavia Matricciani

regia ed elaborazione drammaturgica di Filomena Di Zio

"Io avevo delle cose che chiamavo mie" è il primo verso di una intensa poesia di Emily Dickinson, un grido che ci ha suggerito un percorso la attraverso poesia delle donne, alla ricerca di uno sguardo "altro" nei confronti del mondo.

Lo Spettacolo nasce dal desiderio di cercare un rapporto "fisico" e sensoriale con la poesia, alla ricerca di un nuovo approccio al verso Poetico. I testi di alcune delle più grandi poetesse di tutti i tempi: Saffo, Alda Merini, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Elizabeth Bishop, Anna Achmàtova, verranno incastonate in un performance/text costruito sulle atmosfere e le situazioni emotive della quotidianità femminile, ispirate alle vite delle autrici ed arricchito dal patrimonio familiare di storie femminili delle stesse attrici. Lo spettacolo insegue il filo sottile della appartenenza tra Cinque poetesse, diverse per epoche e poetiche. Cinque più una: Saffo, troppo emblematica per essere considerata solo autrice.

Saffo, è origine e meta di questo viaggio poetico al femminile che avrà come cornice un "terrazzo di panni stesi", luogo evocativo ricco di rimandi simbolici e ed arcaici. La poesia troverà forma non solo nelle voci delle attrici, ma anche e soprattutto nelle immagini e nella tensione emotiva delle scene, sostenute da una colonna sonora evocativa ed imprevedibile.

Domenica 9 Dicembre

Terrateatro

"Anime Salvate, storie del Gran Sasso"

con Cristina Cartone, Elena Cartone, Mara Di Giammatteo, Ottaviano Taddei

musiche originali dal vivo Alex Ricci

regia Ottaviano Taddei

Parlare, in questo lavoro, della montagna ha significato rintracciare frammenti di storia per comporre, infine, un racconto agito, oltre che recitato, che partisse dai sentimenti dei protagonisti."Anime Salvate, Storie del Gran Sasso" è uno spettacolo impostato con questa intenzione fondamentale. L'ombra della montagna madre per chi nasce e per chi vive in Abruzzo, accompagna la quotidianità di costoro, impregna gli sguardi con la sua mole che non si può ignorare. Al suo cospetto, la storia immaginaria tra Mario e Agnese non è solo una storia d'amore, ma anche un confronto, un incontro tra colui che vive la montagna perché, scalandola, ne ama la grandiosità, e colei che nascendo e vivendo in essa, la rispetta con silenziosa intensità. Due livelli che si fondono tra gli spazi impervi ed affascinanti di questa natura superiore. La figura di Mario è ispirata alla leggendaria persona (per chi conosce la montagna) che fu Mario Cambi, uno dei più grandi scalatori degli appennini, che nel febbraio del 1929 perse la vita insieme al suo fraterno compagno Paolo Emilio Cichetti, nel tentativo di sfuggire alla morsa del gelo e alle tormente di neve che, in quell'anno, ammantarono come non mai il Gran Sasso e l'Italia. Sulla scena ogni cosa ( la musica dal vivo, i canti , le pietre che compongono lo spazio d'azione) intende avvolgere lo sguardo dello spettatore, al fine di creare una suggestione colma di religiosità: quella legata ai nostri monti e ai volti dimenticati.

Giovedì 13 Dicembre

Teatro Lanciavicchio

"La piazza rossa, memorie di una lotta"

con Daniele De Blasis, Stefania Evandro, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio

musiche originali Giuseppe Morgante

regia Antonio Silvagni

La Piazza Rossa : uno spettacolo sull'attesa che qualcosa accada, che tutto cambi, che qualcuno ci chiami, che ci destini un'identità. Esistenze chiuse nelle loro ragioni i loro bisogni le loro paure la difficoltà della relazione con l'altro sfocia nel grottesco e crea imbarazzo e comicità. Uno spazio asettico, uno spazio destinato alla memoria di quello che fummo e dal quale ci siamo allontanati grazie allo sviluppo, alla tecnologia al progresso, una memoria conservata, catalogata edulcorata e ...ripulita.

Una terra dove non succede mai niente, ma quando succede...è... esagerato. Schegge di memoria che sfuggono all'oblio e alla rinfusa cercano un senso. Questi gli ingredienti della Piazza rossa, che non è quella di Mosca, ma quella di un piccolo paese al centro dell'appennino abruzzese, una piazza rossa non di nome, una piazza che diventa rossa suo malgrado,

il 30 aprile 1950 al culmine della lotta dei contadini marsicani per il lavoro e per la terra e contro la prepotenza medioevale che il Principe Torlonia esercitava sul suo feudo, a Celano (uno dei paesi della marsica più attivi nella lotta) spararono sulla folla radunata nella piazza del paese... due braccianti morirono, decine furono i feriti. La polizia è quella di Scelba, il sindacato è quello di Di Vittorio, la tensione è alta...e la partecipazione popolare è imponente,dopo poco tempo Torlonia viene espropriato, i cafoni della marsica cacciano il Principe dal Fucino. A meno di 60 anni da quei fatti, poco o nulla è rimasto nella memoria collettiva, la piazza in poco tempo è stata completamente ripulita da non lasciare trapelare niente del suo passato.

www.terrateatro.org