TG e informazione pericolosi: parola di ministro!

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In genere non sono un estimatore dell'ex-comunista Bondi, passato al servizio di Berlusconi. Ma questa volta mi schiero dalla sua parte.

Era ora che la politica si rendesse conto del ruolo negativo che hanno i media in generale e la televisione in particolare. La morbosità, grazie al tubo catodico e allo schermo al plasma, è entrata a far parte della vita quotidiana del tele-cittadino medio. Non si tratta solo della morbosità propinata di proposito dai telegiornali, si tratta anche della morbosità dei talk-show, dei reality, dei telefilm, della pubblicità... in due parole: della televisione. Non sono solo i bambini a essere in pericolo davanti alla televisione ma anche gli adulti, tutti coloro che passano ore e ore davanti allo schermo, arrivando al punto di considerarlo una "fonte di compagnia", sic!

Mi fa piacere che Bondi riconosca la responsabilità sia della televisione pubblica che di quella privata e mi auguro che il discorso non si fermi, come al solito, con una esternazione estemporanea, ma che prosegua e trovi i responsabili (quelli veri) di questo stato di cose. Se si avesse il coraggio di farlo, si scoprirebbe (non è che ci voglia molto...) che uno dei maggiori responsabili è un tale Silvio Berlusconi che, grazie alla morbosità delle sue televisioni private, ha costruito un impero e rincoglionito un popolo.

Mi fa ancora più piacere che Bondi auspichi che si dia conto anche di chi fa il bene. Perché non creare una rete apposita che parli di cose positive, di ciò che di buono c'è nella vita, anziché i soliti discorsi di morte che sembrano essere l'unica ragion d'essere dei media? Berlusconi sta invitando a essere tutti più ottimisti e a spendere... A parte che per essere ottimisti non serve spendere (e che per spendere di questi tempi bisognerebbe avere i suoi soldi, fatti con le sue televisioni morbose), il concetto di fondo è corretto: serve ottimismo. I media, televisione e TG in testa, non concorrono certo a creare un clima di ottimismo, anzi. Per cui, una rete votata al bello della vita aiuterebbe a creare un clima di positività e di ottimismo più di qualsiasi appello "autorevole".


Da Il Corriere della Sera del 27 dicembre 2008

«Troppa morbosità nel raccontare certi fatti. Si dia conto anche di chi fa il bene»

Bondi: «I tg? Un pericolo per i bambini»

Il ministro della Cultura: sono infarciti solo di cronaca rosa e nera,
non si pensa alle conseguenze sui più piccoli

ROMA - «Esiste un grave problema che riguarda i mezzi di comunicazione, in particolare l'informazione televisiva. Non parlo dell'informazione politica. Intendo riferirmi ad un orientamento generale dell'informazione, sia di quella pubblica che privata, che tratta vicende di cronaca nera senza alcuna cautela e senza alcuna considerazione di chi guarda la televisione, almeno in alcune fasce di ascolto. Qualche giorno fa tutti i telegiornali hanno dato grande risalto ad una notizia raccapricciante e orribile, dagli effetti imprevedibili sulla psicologia dei bambini, proveniente da Los Angeles (la strage compiuta dall'uomo vestito da Babbo Natale, ndr). Questa notizia è stata ripetuta da tutti i telegiornali il giorno di Santo Stefano, con la solita morbosità nel raccontare i particolari e nell'indugiare nell'orrore senza fine». Così il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, in un'intervista che sarà pubblicata domani sul Tempo.

«CONSEGUENZE SUI BAMBINI» - «Non ho potuto e saputo spiegare a mio figlio le ragioni di tanta cieca ferocia, che non ha pietà dei bambini e che avviene proprio alla vigilia del Natale, cioè nel giorno in cui la famiglia si riunisce nel segno del calore degli affetti - dice Bondi -. Possibile che nessuno sia in grado di calcolare le conseguenze che tali notizie hanno nell'animo dei bambini? Possibile che i telegiornali siano diventati una serie ininterrotta di notizie catastrofiche, di racconti dell'orrore, di fatti di sangue? Un misto di cronaca nera e di cronaca rosa? Siamo proprio sicuri che non vi sia spazio in televisione per un'informazione che parli del bene che tante persone promuovono senza alcun tornaconto? Se non sapremo arrestare questo circolo vizioso della televisione, non vi sarà fine al peggio, al brutto, al deteriore, al pessimismo, al volgare, e all'orrore. Vogliamo per una volta mettere da parte le divisioni politiche e svolgere un'azione comune per la difesa di certi valori fondamentali? Io sono pronto a fare la mia parte. Spero che qualcuno voglia riprendere il mio appello».