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UNA TRILOGIA DI M.

21/12/2007 - 21:00
23/12/2007 - 17:00

Compagnia della Pece
scritto e diretto da Alessandro Mauri
con Gloria Gulino e Loris Fabiani

venerdì 21 e sabato 22 dicembre ore 21.00
domenica 23 dicembre ore 17.00
Piccolo Teatro Guascone
Via dei Marsi, 41 - Pescara
Ingresso: 5 euro
E' preferibile la prenotazione (posti limitati)
tel. 338-9843760
Debutta a Pescara, in anteprima nazionale, "Una trilogia
di M.", scritto e diretto dal milanese Alessandro Mauri.,
testo vincitore del concorso nazionale Teatroteatro da
mangiare 2006 e premio della critica Oltreparola 2006.
La Trilogia parla delle menzogne che raccontiamo quando
l'amore supera il confine tra ragionevole e assurdo, tra
domestico e clinico, tra consapevole e allucinato. Un amore
apparentemente sacro, come quello tra un padre e una figlia,
o un amore morboso, a tratti lascivo, ma dolorosamente
tenero, riservato agli amanti.
La scena è attraversata da un'atmosfera surrealista, in
cui gli elementi della vita quotidiana si deformano e
trasformano sotto l'erosione costante della fantasia priva
di freni, come in un quadro di Dalì; oppure perdono il
concetto stesso di "oggetto" trasformandosi in puri
agglomerati di colori e linee, come avviene nel
neo-plasticismo di Mondrian.
Una serie di paradossi che derivano direttamente dalla
constatazione amara e tragica che l'amore, soprattutto se
sincero, distrugge, consuma, travolge. Ma contemporaneamente
avvicina al divino.
Dalle note di regia: "Il punto di vista di una figlia. Il
punto di vista di un padre. La sintesi dei due. Così si
può riassumere la Trilogia. Ciascuno dei tre atti unici
parla di una finzione. Ciascuna finzione, alla fine, si
svela. Nel finale del terzo e ultimo atto, al pubblico è
data la chiave di lettura non solo di quell'ultimo lavoro,
ma dell'opera nella sua interezza".
I tre atti unici si svolgono in luoghi diversi (una
stazione, una casa di cura, una sala da pranzo), ma sono di
fatto parti di una grande mistificazione, che fa affidamento
sulla propensione all'ascolto e sulla credulità degli
spettatori. Una finzione che è immagine riflessa del
teatro stesso.
Gli attori che "metteranno in vita" la piece sono Gloria
Gulino e Loris Fabiani, giovani talenti incontratisi tra le
mura dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica
"Silvio d'Amico" di Roma.
Contemporaneamente attori e personaggi, costantemente in
scena, costantemente soggetti a tensioni. Costruiranno di
volta in volta lo spazio della rappresentazione con i pochi
oggetti a loro disposizione: un tavolo, sgabelli di altezze
diverse, stoviglie varie.
Oggetti che, a supportare uno stile surreale, saranno il
più possibile desueti, quasi onirici, prodotto della
lucida follia dei personaggi. Ciascuno di loro ha una
dinamica emotiva precisa, che lo porta a nascondersi nel
tentativo di svelarsi, a chiudersi nell'ansia di aprirsi,
a combattere nella speranza di essere sconfitto.

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