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La cura ha funzionato: il paziente è morto!

Dal Corriere del 24 Nov 2007: «LATINA - Una donna si è suicidata lanciandosi dal balcone di casa e ha portato con sé i figli di tre e sette anni. La madre è morta, i bambini sono rimasti gravemente feriti e sono ora ricoverati al Cto di Roma.

L'episodio si è verificato nel pomerigggio nel centro di Aprilia, a circa trenta chilometri da Latina. Un volo di circa dodici metri, dal terzo piano del palazzo: la vittima è Tiziana B., 35 anni. Faceva la casalinga e soffriva di crisi depressive, tanto che era seguita e tenuta in cura dal dipartimento di salute mentale.»

Continuano i casi di pazienti in cura psichiatrica che da "pazienti" si trasformano in "impazienti" al punto tale da provocare o tentare di provocare la morte a sé stessi e chi sta loro intorno.

Sicuramente la signora aveva dei problemi prima di affidarsi alle cure psichiatriche. Sicuramente ora, dopo le cure per ripristinare la cosiddetta "salute mentale", di problemi non ne ha più. Eureka, ancora una volta la cura ha funzionato: il paziente è morto!

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Ieri, invece, a morire è stato il figlio della paziente

Il Corriere riporta che ieri una madre in cura per depressione ha accoltellato i figli, uccidendone uno di 7 anni, per un banale litigio: il figlio le aveva disobbedito. Il magistrato che coordina le indagini, ha parlato di omicidio commesso con «grande efferatezza». Mi ritorna prepotentemente in mente quanto affermato nell'articolo La verità sulla sparatoria di Omaha e anch'io mi chiedo e chiedo a te che leggi: quanti altri innocenti devono pagare il prezzo della violenza farmaco-indotta?

La cura ha funzionato: il paziente è morto!

Giro, quanto sopra, al premio Nobel per la medicina, rita levi montalcini, ex vivisezionista di topolini bianchi e, oggi, senatrice della Repubblica italiana.
p.s. naturalmente, riguardo una risposta:"campa cavallo che l'erba cresce"!

Fino a quando l'ultimo verme si dibatte per la vita io non mi considererò mai completamente morto.

(Sal Messina)