La scienza fa progressi, la psichiatria no!

Quasi ogni giorno viene annunciato qualche nuovo avanzamento in campo scientifico, sia esso genetico, informatico, astronomico e via dicendo. E in tutta questa effervescente esplosione di nuove scoperte gli psichiatri italiani "scoprono" che è meglio tornare al passato e lanciano una petizione al ministero della Salute per chiedere più centri in grado di curare con l'elettroshock le cosiddette malattie mentali come la depressione.

Nell'articolo pubblicato su Aprileonline si legge che gli psichiatri dell'AITEC, Associazione italiana per la terapia elettroconvulsivante, chiedono anche «una maggiore autonomia decisionale nel prescrivere la TEC (Terapia elettroconvulsivante) quando necessaria». Capito? Vogliono poter fare l'elettroshock a chi, come e quando pare a lor signori senza ingerenze da parte di chicchessia.

Secondo gli psichiatri dell'AITEC, sarebbero stati compiuti grandi progressi nella somministrazione della TEC rispetto alla tecnica ideata nel 1938 da Ugo Cerletti e Lucio Bini, padri dell'elettroshock. Infatti si è passati dalla brutale somministrazione di scariche elettriche a soggetti immobilizzati con robuste cinghie di cuoio, alla terapia al curaro degli anni '80 del secolo scorso, dove al paziente veniva iniettato del curaro per indurre una paralisi flaccida ai muscoli scheletrici e impedire le contrazioni spastiche dei muscoli che tanto infastidivano "gli ignoranti che non capiscono nulla di psichiatria". Il curaro, inoltre, evitava ai pazienti di rompersi i denti e di morsicarsi la lingua, a volte in modo grave, durante il passaggio della corrente elettrica. Ma nonostante ciò l'elettroshock non era ancora "socialmente accettabile". Oggi, dicono con un moto di sfida gli psichiatri, l'elettroshock non viene più usato come una barbara punizione nei confronti di pazienti "problematici", l'intervento si è raffinato e viene eseguito con l'ausilio di macchine computerizzate e programmate a seconda del paziente, in anestesia generale e con l'obbligatoria presenza di uno psichiatra e di un anestesista.

Eureka! Oggi i pazienti vengono anestetizzati, per cui non hanno più le convulsioni e, soprattutto, non possono ricordare nulla, quindi non possono nemmeno riferire nulla di negativo... ah, che sollievo l'anestesia!

Ma... aspetta un momento, oggi, dicono quelli dell'AITEC, l'elettroshock non viene più usato come barbara punizione e viene somministrato in presenza di uno psichiatra... Ohibò, questa è una confessione bella e buona, significa che in passato l'elettroshock veniva utilizzato per punire e non veniva fatto in presenza di psichiatri. E chi lo somministrava? dei macellai forse? La risposta è più che plausibile, dato che gli ideatori dell'elettroshock, Ugo Cerletti e Lucio Bini, ebbero questa folgorante idea "terapeutica" osservando che i maiali in un macello romano diventavano improvvisamente docili e disponibili a essere ammazzati dopo aver ricevuto una bella scarica elettrica nelle tempie. Per la psichiatria, da sempre alla ricerca del modo per controllare e assoggettare il comportamento umano, questa era una scoperta favolosa, talmente favolosa che oggi viene riproposta come la "cura" più avanzata, meglio della psicoterapia e l'unica possibile l'addove gli psicofarmaci falliscono. Scommettiamo che adesso si scoprirà che gli psicofarmaci falliscono spesso? Largo alla TEC, che la luce sia con te... e non è un'esortazione mistico-religiosa. Che la luce, intesa come corrente elettrica, sia con te... e con il tuo cervello. Amen.

Questa faccenda del macello e dei maiali, però, viene tenuta un po' nascosta dai nostri psico-elettricisti. Così come viene tenuto nascosto l'effetto che la corrente elettrica causa alle cellule. Infatti se si fa passare in un uovo della corrente elettrica usando una macchina per l'elettroshock, l'uovo ne esce malconcio (leggi imputridito). Orbene, si dà il caso che l'uovo sia una cellula, per giunta piuttosto grande e grossa. Figuriamoci cosa succede alle minuscole cellule cerebrali che si vengono a trovare sul percorso della scarica elettrica.

Le difese adotte dagli psichiatri sono le stesse di sempre: per rendersene conto basta leggere le giustificazioni e le accuse che lo psichiatra Ludovico De Lutiis usa nei suoi commenti all'articolo su Aprileonline, che sono poi le giustificazioni e le accuse usate dalla psichiatria in genere, e confrontarli con quanto pubblicato nel 1996 sulla rivista online "Diritti dell'Uomo":

«Quali sono le argomentazioni e le teorie avanzate dagli psichiatri per giustificare l'uso dell'elettroshock? Eccole elencate di seguito.

1. Gli psichiatri affermano che "Oggi l'elettroshock è molto diverso dai tempi passati. C'è una specie di avversione su questa terapia, da parte di persone incompetenti, solo perché nei tempi passati venne usato come strumento di tortura."
I fatti: l'elettroshock viene usato ancora oggi come strumento di tortura. L'unica differenza è nell'anestesia. Cervello ed elettricità non sono cambiati negli ultimi 50 anni, i danni cerebrali sono identici e il danno provocato al cervello con il "nuovo" elettroshock è identico a quello provocato con il "vecchio" elettroshock.

2. Gli psichiatri affermano che l'elettroshock sotto anestesia è molto diverso: non si sente alcun dolore e le ossa non si spezzano, né si perdono i denti, poiché all'anestetico viene aggiunta una sostanza che impedisce le contrazioni muscolari.
Ma come può un medico o persino uno psichiatra fornire una spiegazione così ipocrita e falsa? È vero che le vittime non hanno percezione immediata del dolore e che le ossa non si spezzano più. Ma né un anestetico né un rilassante muscolare possono in alcun modo interferire nei danni cerebrali sopra descritti. Il vantarsi del fatto che tale danno viene ora causato senza dolore, è un tradimento dei princìpi fondamentali della scienza medica.

3. Per tutta risposta gli psichiatri si limitano ad asserire che "l'elettroshock non produce danni cerebrali".
No? Sono tali che possono essere rilevati comunemente attraverso le autopsie e variazioni elettroencefalografiche. Tale danno è stato dimostrato da molti studi scientifici.
Un documento della CIA, datato 3 dicembre 1951, racconta una versione dei fatti differente. Il documento, resoconto di esperimenti segreti di controllo della mente fatti della CIA, fa riferimento a "uno psichiatra di chiara fama" e ad "un'autorità in materia di elettroshock". Secondo tale autorità, "la macchina per elettroshock standard... aveva prodotto il normale trattamento di shock elettrico (convulsioni incluse) con amnesia dopo un certo numero di trattamenti... un individuo potrebbe essere ridotto gradualmente allo stato di vegetale tramite l'uso dell'elettroshock".

4. "I danni sono solo temporanei".
I fatti: Autopsie praticate su persone decedute vent'anni prima, hanno rilevato danni causati al cervello dall'elettroshock. Vari studi scientifici hanno rilevato che il tipo di danno cerebrale causato dall'elettroshock è identico a quello che avviene nei pugili. Come per i pugili il danno è molto casuale: alcuni diventano presto inebetiti, altri arrivano in questa condizione solo dopo una lunga carriera.

5. Quando vengono messi di fronte ai pericoli dell'elettroshock, gli psichiatri di solito si difendono rispondendo che, anche tenendo in considerazione i rischi da esso rappresentati, l'elettroshock può essere un'estrema soluzione per "proteggere" le persone con istinti suicidi.
I fatti: Uno degli studi scientifici più importanti citato dagli psichiatri a difesa dell'elettroshock è quello della "Mortalità nei pazienti depressi trattati con la terapia elettroconvulsiva e gli antidepressivi" di D. Avery e G. Winocur, pubblicato nel 1976. Anche in tale rapporto "pro-elettroshock", però, si ammette che "in base allo studio svolto, i trattamenti praticati non si sono dimostrati di alcuna efficacia nel diminuire i suicidi".»

Certo che gli psichiatri sono animali strani. Vogliono poter classificare gli altri secondo il proprio punto di vista e vogliono che venga riconosciuto il fatto che tutti i punti di vista diversi dal loro sono dei punti di vista malati che devono essere obbligatoriamente curati, anche tramite TSO (trattamento sanitario obbligatorio) l'addove il "malato" non riconosca la propria malattia e rifiuti la cura. Contrariamente a Voltaire, che sosteneva «Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo», il motto psichiatrico sembra essere «Disapprovo quello che dici, e combatterò fino alla tua morte per toglierti il diritto di dirlo».

Da sempre tacciata di ciarlataneria e considerata una pseudoscienza da buona parte del mondo scientifico e medico, la psichiatria si è offesa a morte solo quando a definirla pseudoscienza fu l'attore Tom Cruise, a dimostrazione che qualche rotella fuori posto questi signori ce l'hanno davvero.


Ulteriori letture interessanti: