Signoraggio, il meccanismo criminale delle banche

Era da qualche anno che girovagando in internet sfioravo in vari siti argomenti economici e cose che non vanno nelle nostre economie occidentali e mondiali, ma sinceramente non erano materie che suscitavano il mio più vivo interesse.

Un mese fa circa, invece, mi sono imbattuto in un articolo pubblicato sul sito www.disinformazione.it che parlava del "SIGNORAGGIO", ho trovato anche un libro di recentissima pubblicazione, facile e di semplice lettura che spiega in modo chiaro che cosa sta accadendo attualmente nel mondo in ambito economico e finanziario, e come l'attuale sistema di gestione del SIGNORAGGIO stia causando una spaventosa schiavitù economica a livello mondiale.

Questa parola, la sua definizione, i risultati a cui questa ricerca mi ha portato in termini di comprensione del problema e la decisione di fare qualcosa a riguardo, mi hanno spinto a fare ulteriori indagini. In seguito a ciò, cerco di spiegare ad altre persone il grande sfacelo che sta causando questa pesante schiavitù economica a livello planetario, ed è anche l'intento del presente scritto.

Al momento attuale siamo totalmente effetto di questa enorme truffa ai danni dell'umanità e penso che ogni abitante di questo pianeta debba prima informarsi e poi agire e fare tutto quanto è possibile per correggere una simile stortura.

Ognuno di noi è direttamente interessato: sia a livello personale che a livello lavorativo in ogni settore e, in pratica, in qualsiasi attività che abbiamo intrapreso o immaginiamo di intraprendere in futuro.

IL SIGNORAGGIO RIGUARDA DIRETTAMENTE TE

Ma cos'è il signoraggio? Seguono alcuni articoli che spiegano il fenomeno.


Funzionamento del "sistema monetario"

Cos'è il Signoraggio

Il Signoraggio è una delle più grandi truffe mai realizzate ai danni della popolazione, un illecito vero e proprio che viene operato sistematicamente dalle banche centrali (quasi tutte private) e banche commerciali (tutte private).

In pratica il Signoraggio è la differenza tra il valore nominale (il numero stampato sopra) della moneta ed il suo costo di produzione! Un profitto enorme che viene incamerato da chi ha il potere di emettere (cioè stampare) moneta.

Esistono 3 tipi di Signoraggio:

  • - Sulla moneta metallica;
  • - Sulla moneta cartacea;
  • - Sulla moneta scrittale;

Signoraggio sulla moneta metallica

Questo Signoraggio è l'unico per legge che viene attribuito allo Stato. Esso è costituito dal valore di facciata nominale totale di tutte le monete metalliche coniate al netto del costo di produzione delle stesse monete (metallo, lavorazione, ecc.).

Signoraggio sulla moneta cartacea

Questo Signoraggio è per legge attribuito alla Banca Centrale che emette moneta. Esso è costituito dal valore di facciata nominale totale di tutte le banconote emesse dalla Banca Centrale al netto del costo di produzione delle stesse monete (carta, inchiostri, ecc.). Oggi in Europa la Banca Centrale, la BCE, ha sede a Francoforte.

Signoraggio sulla moneta scritturale

Questo Signoraggio è attribuito al sistema bancario nel suo complesso. Esso è costituito dal valore nominale di tutta la moneta prestata sotto forma di credito dalle banche, al netto del costo di produzione che è praticamente nullo (basta digitare sul computer qualche numero, ecc.). Mentre il Signoraggio sulla moneta fisica (cartacea e metallica) è quantificabile, quello sulla Moneta scritturale risulta spesso non compreso a causa della non automatica identificazione di quest'ultima come moneta vera e propria. Tale confusione è accentuata ancor più dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su pc o su carta), si tende a fare confusione tra la moneta scritturale (c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie (contabilità e bilancio). La prima è moneta, la seconda un semplice conteggio della stessa moneta. Il conto corrente, in altre parole, non è contabilità, come viene solitamente definito, bensì vera e propria moneta non fisica. Che gode del suo signoraggio, come ogni moneta il cui valore nominale è superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso).

Come funziona il Signoraggio sulla moneta cartacea

La Banca centrale stampa le banconote spendendo pochissimo, e le affitta agli Stati al VALORE DI FACCIATA, più un interesse annuo chiamato "tasso di sconto".

Per esempio: stampare una banconota da 100,00 euro costa per la banca centrale più o meno 0,05 euro (carta, inchiostri, ecc.), ma questa viene affittata allo Stato per 102,50 euro (valore nominale 100,00 euro + 2,50 euro che è il tasso di sconto del 2,5%). Quindi per ogni pezzo da 100 euro emesso, lo Stato s'indebita di 102,5 euro.

Lo Stato paga questa moneta utilizzando Bot, titoli di stato, ecc., e per tanto s'indebita in maniera spropositata nei confronti delle banche. Noi paghiamo questo debito con le tasse!

Il Signoraggio è quindi il potere delle banche centrali di emettere biglietti con un valore nominale ampiamente superiore al valore intrinseco e di ricavare un guadagno dalla sovranità sulla moneta. Nel momento in cui la Banca Centrale Europa che stampa la moneta, compra delle cose utilizzando questa moneta che a lei è costata pochissimo, ottiene un potere d'acquisto unico.

Il Signoraggio è la differenza tra il valore nominale della moneta
e il suo costo di produzione

Non solo, la Banca Centrale, che stampa ufficialmente la moneta a prezzo irrisorio, mette nel bilancio PASSIVO non il costo tipografico sostenuto realmente (carta e colori) ma bensì il valore numerico scritto sulle monete. Il Signoraggio per tanto diventa un PASSIVO per la banca, perciò non è tassabile e viene evaso dal fisco!!!

Per intenderci, è come se il proprietario di un Casinò nella sua contabilità mettesse al passivo non il costo di stampa delle fiches di plastica, ma il valore nominale scritto sulle fiches (10, 100, 10.000 euro, ecc.). Quindi gli stati membri dell'Unione Europea lasciano pagare ai propri cittadini questo sovrapprezzo tassandoli col cosiddetto "debito pubblico".

Siccome la Banca Centrale Europea stampa banconote garantite da aria fritta, cioè prive di un controvalore (oro, argento, ecc.), ne stampa quante ne vuole senza alcun controllo nei confronti del debito pubblico!

Creazione del denaro grazie al credito frazionale

Come abbiamo visto, le banche commerciali ai attribuiscono il Signoraggio sulla moneta scritturale. Adesso vedremo come avviene la creazione di denaro dal nulla!

Per comprendere il meccanismo attraverso il quale le banche creano questo denaro facciamo un piccolo esempio numerico. Supponiamo di depositare in banca 100,00 euro in contanti sul nostro conto corrente.

Con questi 100,00 euro, la banca potrà prestare a chi ne fa richiesta (aziende, privati, mutui, fidi, ecc.) ben 5000,00 euro! Come fa la banca a prestare 5000,00 euro se ne ha depositati solamente 100,00? Da dove saltano fuori i 4900,00 euro mancanti?

Questa magica operazione di moltiplicazione di soldi si chiama credito frazionale, ed è permessa dalla cosiddetta riserva bancaria (il cuivalore viene deciso dalla Banca Centrale). In soldoni la riserva bancaria è un tasso che indica la quantità di soldi minima che una banca deve trattenere (avere fisicamente nelle casse), come riserva appunto. Con un tasso di riserva pari al 10% una banca con i nostri 100 euro (che vengono messi subito in riserva), può prestarne 1000 (il 10% di 1000 euro = 100).

Oggi però il tasso di riserva è del 2%, e quindi i nostri 100 euro diventano magicamente 5000!

Infatti una banca per ogni 100.000 euro virtuali scritti nei loro computer, basta che ne abbia realmente 2000 di carta!!! Questo viene chiamato di fatto "bancarotta tecnica", perché in definitiva le banche hanno un cinquantesimo del denaro che vantano di avere!

Con la riserva frazionaria una banca può prestare
50 volte quello che ha effettivamente in cassa!

La dimostrazione di quanto appena detto è semplice: se tutti i correntisti andassero contemporaneamente a ritirare i propri risparmi la banca non avrebbe i soldi da restituire (proprio quello che è successo in Argentina). In questa situazione la banca chiuderebbe per una settimana l'erogazione del denaro e chiamerebbe in causa subito la Banca Centrale Europea di Francoforte, la quale si metterebbe a stampare giorno e notte euri per soddisfare le richieste e impedire che la banca fallisca realmente. Ecco il vero scopo delle banche centrali: impedire che le banche commerciali falliscano. Per questo la Banca Centrale viene chiamata "Prestatore di ultima istanza". In una simile situazione però, in cui la banca centrale stampa denaro per salvare una banca, la massa monetaria aumenta di volume creando ulteriore inflazione.

Torniamo al discorso della creazione di denaro dal nulla.

Per essere ancora più precisi, la banca con quei 100,00 euro iniziali può prestarne 4900,00 tondi tondi (5000,00 meno la riserva del 2% e cioè i 100,00 euro iniziali), perché appunto 100,00 euro devono rimanere fisicamente in riserva.

Su questo denaro, che la banca non possiede fisicamente nelle casse perché viene creato dal nulla, la banca ci lucra pure gli interessi (interessi sui prestiti, sui fidi, sui mutui, ecc.). Questi interessi assieme alla creazione vera e propria del denaro dal nulla, stanno lentamente e inesorabilmente sottraendo ricchezza alla società facendo sprofondare nel debito TUTTI i paesi del mondo, nessuno escluso. Perfino gli Stati Uniti vantano un debito tra i più elevati al mondo.

Ma il giochetto della creazione del denaro non finisce qua!

Anche quei 5000,00 euro creati dal nulla una volta entrati nel ciclo economico torneranno prima o poi nel sistema bancario sotto forma di depositi. È il circolo perverso e pericoloso della finanza bancaria.

Questi depositi diventeranno a loro volta nuove riserve, e con questi la banca apre nuovi prestiti dal nulla. E via così...

Il denaro circolante però non è dello Stato ma di aziende private (le banche) che lo hanno creato dal nulla e perfino tassato. Questo denaro crea debito!

Il denaro non è dello Stato ma della Banca Centrale
che è una società privata! Quindi il denaro è privato.

Le banche centrali sono private?

In alcuni casi esistono delle banche centrali più o meno nazionalizzate, come per esempio la Banca d'Inghilterra. Nella stragrande maggioranza dei casi, le banche centrali sono controllate da soci privati, per cui sono private. La Banca d'Italia rientra in queste ultime.

Ecco l'elenco dei padroni di Bankitalia con le rispettive percentuali di azioni.

SOCI E PROPRIETARI DELLA BANCA CENTRALE D'ITALIA

Gruppo Intesa (27,2%) INPS (5%)
Gruppo San Paolo (17,23%) Banca Carige (3,96%)
Gruppo Capitalia (11,15%) BNL (2,83%)
Gruppo Unicredito (10,97%) Gruppo La Fondiaria (2%)
Assicurazioni Generali (6,33%) Gruppo Premafin (2%)
Monte dei Paschi Siena (2,50%) C. Risparmio Firenze (1,85%)
RAS (1,33%) Anonimi (5,65%)

Tre banche da sole "controllano" con il 55,58% la Banca d'Italia: Intesa (27,2%), San Paolo (17,23%) e Capitalia (11,15%). Rimane un 5,65% nelle mani di anonimi...

La Banca Centrale Europea (BCE) è ufficialmente di proprietà delle banche centrali degli stati che ne fanno parte. Siccome le banche centrali sono controllate da società private, di conseguenza anche la BCE è una società privata.

SOCI E PROPRIETARI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

Banca del Belgio (2,83%) Banca Danimarca (1,72%)
Banca della Germania (23,40%) Banca della Grecia (2,16%)
Banca della Spagna (8,78%) Banca della Francia (16,52%)
Banca d'Irlanda (1,03%) Banca d'Italia (14,57%)
Banca Lussemburgo (0,17%) Banca d'Olanda (4,43%)
Banca nazionale d'Austria (2,30%) Banca del Portogallo (2,01%)
Banca di Finlandia (1,43%) Banca di Svezia (2,66%)
Banca d'Inghilterra (15,98%)

Il Signoraggio della Banca Centrale Europea viene diviso in quote tra le banche aderenti a seconda della percentuale di azioni. La Banca d'Italia, come si legge nella tabella, ha il 14,57% di azioni della BCE, e quella sarebbe la sua quota di Signoraggio formale che prende (ovviamente prenderà anche una gran parte del capitale che sfugge al controllo). Nella lista qui sopra ci sono le banche che partecipano al Signoraggio europeo perché fanno parte del sistema. Vi sono però delle banche come quella d'Inghilterra, di Svezia e Danimarca che partecipano al Signoraggio europeo nonostante non abbiano adottato l'euro come moneta interna. Prendono cioè il 100% del Signoraggio della loro moneta e in più una fetta del Signoraggio europeo! In sostanza noi italiani senza saperlo stiamo pagando le tasse a questi tre paesi!!!

Fallimento bancario

Può accadere che un indebitato (imprenditore, lavoratore, ecc.) non possa pagare, fallisca, diventi cioè insolvente. In quel caso la banca è costretta a registrare quel prestito andato male alla voce perdite. Non è una grande tragedia per la banca, visto che possiede fisicamente solo un cinquantesimo del denaro. Ma una perdita contabile è pur sempre una perdita per la banca e per gli azionisti della banca. La banca però non può fallire, e infatti ogni banchiere sa che non gli sarà permesso fallire dalla banca centrale e perciò non dovrà rendere conto dei suoi prestiti più folli. È questo il motivo per cui le banche sono severissime quando si tratta di prestare 50.000 euri a un lavoratore e invece sono generosissime quando si tratta di prestare milioni o miliardi di euri a ditte come Parmalat, Fiat o allo Stato.

Aprire un piccolo prestito costa come aprirne uno miliardario, solo che quest'ultimo fa guadagnare molto di più. E se la Fiat non paga sarà la Banca Centrale a salvare il banchiere, con la scusa che "bisogna salvare il sistema". Se diventa insolvente invece l'operaio col muto per la casa, non vi sarà nessun intervento pubblico e la casa gli viene sequestrata immediatamente...

Ecco perché la banca presta volentieri i soldi a Stati oppure a ditte come Parmalat, Cirio, ecc., pur sapendoli insolventi. Per una banca, quando un debitore estingue il suo debito e restituisce il capitale è un fastidio: dovrà trovare qualcunaltro da indebitare che lo sostituisca. La cosa che conta per la banca è che il debitore continui a pagare gli interessi, magari in eterno, magari come gli stati...

Perché non è lo Stato a stampare la moneta?

Nel passato ci sono stati dei tentativi in cui lo Stato ha stampato ed emesso moneta, per esempio la banconota di carta da 500 lire sopra non portava la scritta Banca d'Italia ma "Biglietto di Stato a corso legale". Quindi lo Stato può emettere moneta a corso legale trattenendosi il Signoraggio, il problema è che ci sono delle forti pressioni per far sì che questo non accada, e infatti oggi allo Stato rimane solamente il Signoraggio sulla emissione delle monetine metalliche (meno dell'1% del Signoraggio totale), e che in certi casi risulta essere negativo (stampare la monetina da 1 centesimo costa 3 centesimi!). In America diversi ricercatori investigativi sostengono che almeno sette presidenti americani sono stati assassinati proprio per una questione monetaria. I due più famosi sono Abramo Lincoln e John F. Kennedy.

JFK il 4 giugno 1963 ordinò l'emissione (Ordine Esecutivo nr. 11110) da parte del Ministero del Tesoro di oltre 4 miliardi di dollari con banconote che recavano la scritta "United States Note" invece di "Federal Reserve Note". Casualmente dopo pochi mesi Kennedy fu eliminato e la prima cosa che fece il suo successore, Lyndon Baines Johnson, fu di ritirare dalla circolazione quei dollari del "popolo" sostituendoli con quelli "privati" della Federal Reserve!

Addirittura la Federal Reserve non sarebbe neanche una società americana visto che è registrata a Porto Rico!

SOCI E PROPRIETARI DELLA FEDERAL RESERVE U.S.A.

Rothschild Bank di Londra Kuhn Loeb Bank di New York
Warburg Bank di Amburgo Israel Moses Seif Banks Italia
Rothschild Bank di Berlino Goldman, Sachs di New York
Lehman Brothers di New York Warburg Bank di Amsterdam
Lazard Brothers di Parigi Chase Manhattan Bank di NY

Quindi anche la Banca Centrale degli Stati Uniti d'America, è controllata da un ristretto manipolo di banche e/o istituti di credito privati.

Lo Stato: il debitore ideale

Il debitore ideale è lo Stato. La banca presta il denaro allo stato comprandone i Buoni del Tesoro (Bot) che sono cambiali, promesse di pagamento. Nessuno si aspetta ovviamente che lo Stato alla scadenza dei Bot paghi se non con l'emissione di nuovi Bot, di pari ammontare, a scadenza più lontana. Questo è l'eterno debito dello Stato, e non risulta nella storia che nessun Stato sia uscito da questa morsa. Tutto ciò fa felice le banche perché continuano a lucrare gli interessi sui Bot, e possono in ogni momento rivenderli al pubblico. Oggi si è arrivati che gli interessi dei Bot sono talmente bassi che nessuno li compra più. Li comprano solo le banche!!!

Accade sempre più spesso che gli Stati, soprattutto nel terzo mondo, non riescano a pagare non solo i debiti ma nemmeno gli interessi sui debiti. Quando uno stato debitore non ce la fa più a pagare gli interessi, la banca li soccorre (ovviamente nel proprio interesse). Se lo stato debitore si dichiara insolvente, la banca dovrà cancellare il prestito dai suoi libri contabili e pagare con i soldi degli azionisti e padroni la perdita. Cosa questa assolutamente inconcepibile per i banchieri. Allora la banca apre al debitore un altro prestito (secondo prestito), creando dal nulla il denaro nuovo necessario a pagare gli interessi del primo debito. Questo sistema si chiama "prestito-ponte" e viene utilizzato sempre più spesso nei paesi poveri. Il nuovo denaro non entra nemmeno nel paese, ma passa da una scrittura ad un'altra della banca creditrice. Il vecchio prestito andato male resta nei libri contabili come attivo, anzi l'attivo è addirittura accresciuto del nuovo prestito e produce ulteriori interessi per la banca. Non allo Stato indebitato!

Se lo Stato, ulteriormente indebitato inizia a non pagare più gli interessi, immediatamente i banchieri fanno intervenire il Fondo Monetario Internazionale, il quale emette un ulteriore prestito (e siamo al terzo) che servirà per pagare gli interessi dei due prestiti precedenti. In pratica il debito che si contrae con il FMI viene prolungato nel tempo, cioè per l'eternità e stringe in una morsa mortale lo Stato. Il FMI per questo prestito costringerà modifiche e riduzioni delle spese sociali importantissime come sanità, previdenza, istruzione, ecc. Ma ai banchieri poco importa, a loro basta mantenere costante e insoluto il debito.

Le monete complementari: la moneta deperibile di Gesell

Nel 1931 in una cittadina del Tirolo (Woergl), il sindaco, per risolvere la grande depressione, decise di battere la propria moneta. Si trattava di una moneta molto particolare, perché era deperibile, cioè perdeva valore nel tempo. Per tenerla in corso, infatti, chi possedeva le banconote doveva apporvi ogni mese un bollo, che costava l'1% del valore nominale della moneta (in una moneta per esempio da 10 scellini ogni mese si doveva attaccare un bollo di 0,1 scellini). Di fatto la moneta perdeva ogni anno il 12% del suo valore. L'emissione del sindaco era coperta alla pari da una somma in veri scellini depositati nella banca del comune. Tutti gli impiegati del comune iniziarono a prendere lo stipendio con la nuova moneta. Inizialmente i bottegai si rifiutarono di accettare la nuova moneta, ma poi furono costretti perché in circolazione c'era poco denaro, quasi niente. Presto tutti l'accettarono per il solo fatto che chiunque altro l'accettava (oggi l'euro è valido solamente perché noi lo accettiamo). La presenza di questa moneta deperibile, che nessuno aveva interesse ad accumulare, fece risorgere l'economia comunale e aumentare la circolazione monetaria. Era dal 1926 che il paese non vedeva tanti introiti: furono asfaltate strade e fatti moltissimi altri lavori pubblici.

Il sindaco raccontò felicissimo ai giornalisti (questo fu l'errore fatale) che il 12% annuo estratto dalla bollatura delle banconote, lui, l'aveva reinvestito e speso per il bene della popolazione, e che, dato il ritmo della circolazione, ogni mese il Comune vedeva tornare nelle sue casse venti volte l'ammontare dei primi stipendi pagati con le banconote deperibili. Il 2000%. Senza nemmeno saperlo il sindaco aveva rivelato due segreti vietatissimi:

  • 1) l'enorme profitto che il sistema bancario estraeva dalla circolazione;
  • 2) l'immenso e occulto profitto che l'emissione monetaria regalava a chi batte la moneta;

Immediatamentela Banca Nazionale austriaca intervenne abolendo quel fastidioso concorrente. La moneta deperibile fu bandita e resa illegale nel 1933 perché contraria al monopolio monetario accordato alla banca centrale, cioè contraria agli interessi dei banchieri.

L'idea della moneta deperibile ha un inventore ben preciso, il commerciante e importatore tedesco Silvio Gesell (1862-1930).

Nel mondo ci sono circa
5000 monete complementari!

Oggi nel mondo ci sono circa 5000 monete complementari, di cui 700 solamente in Giappone. Sono nate un po' come funghi, come sono nate anche in altri periodi storici, e lo abbiamo appena visto durante la Grande Depressione. Quando il sistema bancario, basato sull'usura, come abbiamo fin qui descritto, esagera, e quindi la crisi si diffonde tra i cittadini, è chiaro che le masse reagiscono spontaneamente con questa creazione di valuta complementare. In Giappone, all'indomani del 1995 c'erano circa 30.000 suicidi economici all'anno, per bancarotta o fallimento, e un personaggio importante dell'ambiente bancario è uscito dal sistema e ha cominciato a creare queste valute alternative per cercare di risolvere la situazione di povertà. Qualcosa di simile è successo anche in Argentina dove le province si sono messe a stampare ed emettere della valuta locale complementare.

Bisogna sostenere una rapida diffusione di valute complementari, perché potrebbero essere un passo per stabilizzare la situazione e far da ponte di passaggio tra l'attuale sistema ingiusto e illegale e un sistema futuro dove il Signoraggio sia chiaro, trasparente e si sappia soprattutto dove va a finire e a che scopi viene destinato. Non può esserci una sovranità del popolo se non esiste una sovranità monetaria.

Deflazione

La deflazione è il fenomeno contrario all'inflazione, e segue spesso una bolla speculativa. Consiste praticamente nella caduta continua dei prezzi. La conseguenza è che i consumatori attendono ad acquistare nella speranza di poterli comperare a minor prezzo. Le imprese, che sono indebitate con le banche, non vendono i loro prodotti rischiando di non pagare gli interessi sui debiti. Abbassano ulteriormente i prezzi per invogliare gli acquisti, ma ciò aggrava il ribasso e dunque la crisi deflazionistica. Le aziende si dichiarano insolventi, falliscono e licenziano. I disoccupati aumentano, il potere di acquisto cala, ancor più merci restano invendute. Alla fine l'intera produzione, l'intera economia, si paralizza! La circolazione monetaria declina, fino all'arresto. Non si spende più. Chi ha denaro lo accumula anziché investirlo, aggravando ulteriormente la situazione. In questa situazione per riavviare l'economia non serve a nulla abbassare i tassi d'interesse e cioè far costare meno il denaro.

La moneta deperibile di Gesell è la soluzione al problema. Invece di premiare il capitale con la concessione di un interesse a chi lo presta, il suo sistema penalizza chi detiene capitale inoperoso, chi non lo spende. La lieve penalizzazione (il bollo mensile) rende conveniente spendere quei soldi e con questo la riattivazione degli scambi commerciali.

La tassazione dello Stato potrebbe essere superflua

Nessuno lo dice, ma il Signoraggio assieme alla creazione del denaro dal nulla da parte dello Stato, e non di aziende private, renderebbe superflua la tassazione. Lo Stato incamera solamente il Signoraggio sulla moneta metallica, però se ricevesse anche il Signoraggio sulla moneta cartacea potrebbe tranquillamente eliminare le tasse ai cittadini.

Le tasse allora a cosa servono? Servono a noi cittadini per credere che il denaro sia scarso. E per noi è effettivamente scarso, perché se ne guadagniamo di più le tasse ce lo tolgono. In realtà il denaro non manca, basterebbe che lo Stato facesse stampare le monete dalle banche centrali tenendosi però il Signoraggio!

La distinzione e la diversità tra servi e padroni non è mai stata così delineata e forte. Nemmeno nel Medioevo. Non era così quando la moneta era d'oro o convertibile in oro. Solo oggi ci sono i veri servi e i veri padroni. Chi crea denaro dal nulla, con il quale comanda lavoro a tutti noi, quello è il vero padrone che ci rende schiavi!

Per approfondire l'argomento:
www.centrostudimonetari.org
www.signoraggio.com
www.signoraggio.info
www.disinformazione.it
www.domenicods.tk
www.open-economy.org
www.adusbef.it
www.simec.org


Incredibile vero?
Pensa a tutte le cose in più che potresti realizzare e quanti desideri e sogni ti stanno venendo rubati, estorti, sottratti.

È ora che ritorniamo padroni delle nostre vite e dei nostri destini e ognuno di noi deve darsi da fare per cercare di cambiare le cose; non pensare che lo farà qualcun altro al posto tuo.

UNA COSA LA PUOI SICURAMENTE FARE GIÀ DA ORA: INFORMA ANCHE ALTRE PERSONE DI QUELLO CHE ADESSO SAI SUL SIGNORAGGIO E FAI SI CHE QUESTE PERSONE A LORO VOLTA INFORMINO ALTRI.

Fotocopiati la presente e distribuiscila o inviala via e-mail a chi vuoi tu, ma non restare lì fermo ad assistere e basta.

Visita i siti internet sull'argomento e approfondiscilo.

Se vuoi fare di più e conosci autorità, politici e vip, mettiti in contatto con loro e fai conoscere, fai conoscere e fai conoscere questa cosa, comunica il tuo dissenso e fai vedere che siamo tanti e stiamo aumentando!

Organizza associazioni e alleati con chi ha già iniziato questa battaglia.

Trova tu il modo che è più congeniale alla tua persona, ma non restare lì a fare nulla, questo no.

La cappa di silenzio che c'era su questa incredibile situazione è ormai lacera, e da strappi sempre maggiori stanno uscendo sempre più alte le voci del dissenso; ormai la cosa è inarrestabile e un effetto valanga porterà la luce della verità a squarciare inarrestabile le tenebre del silenzio e dell'omertà.

Siamo milioni di persone e non permetteremo a pochi di imperare e schiacciare la vita e il futuro nostro e dei nostri figli sotto un giogo e una dittatura economica.

Alcune testate giornalistiche nazionali recentemente hanno iniziato a intervenire direttamente e palesemente su questa situazione. Di seguito è riportato un articolo pubblicato su La Padania, particolarmente chiaro ed esaustivo


Da La Padania del 21 gennaio 2006

Lo strapotere delle banche centrali sui destini dei popoli
Il fantasma del disavanzo pubblico

Si pensa comunemente che le Banche di Emissione siano istituzioni pubbliche che hanno a cuore gli interessi dei cittadini e che non siano quindi a scopo di lucro. In realtà non si tratta affatto di enti statali ma di società private che generano utili colossali col "prestarci" il nostro denaro, contro la consegna di titoli fruttiferi. Sembra un'assurdità, ma è così che si genera il disavanzo dello Stato, quel famigerato debito pubblico che penalizza tutte le azioni di governo e grava sulle spalle dei cittadini.

Ecco come funziona. La banca - oggi la Banca Centrale Europea, una volta la Banca d'Italia - stampa le banconote e iscrive al passivo nel proprio bilancio il loro ammontare, come se fosse una somma di proprietà della Banca e conferita da questa allo Stato. Allo stesso tempo, dal Ministero del Tesoro la Banca incamera titoli di Stato e iscrive il loro ammontare all'attivo del proprio bilancio.

A questo punto tali titoli vengono "piazzati" (leggi: "venduti") presso le banche e gli istituti di credito che, a loro volta, li vendono ai loro clienti. Con questa operazione, la Banca centrale incassa subito sul mercato le somme che ha "prestato" allo Stato, il quale poi questi stessi titoli li rimborserà alla scadenza.

Dal canto suo lo Stato (contestualmente alla Banca centrale e per la medesima partita) iscrive al passivo nel proprio bilancio le somme che la Banca gli ha "prestato", quelle banconote che in realtà appartengono ai cittadini e quindi dovrebbero essere iscritte all'attivo del bilancio dello Stato.

Così si attua la mostruosità contabile dell'iscrizione contestuale al passivo, da parte di due contraenti, delle somme relative alla medesima transazione.

È con queste operazioni che si produce il debito pubblico, che per effetto dell'erronea iscrizione in bilancio diventa quindi pari al doppio delle somme transate.

Ma come si è potuti arrivare ad accettare e istituzionalizzare una situazione di questo genere?

La storia comincia con l'abbandono del gold standard, quando nessuna moneta ebbe più copertura aurea. Fu in seguito agli accordi di Bretton Woods e dopo la dichiarazione del 15 Agosto 1971 del presidente degli Stati Uniti d'America Richard Nixon, che a Camp David dichiarò che il dollaro, che sino ad allora era stata l'unica valuta convertibile, non sarebbe più stato cambiato col metallo prezioso.

Ma era già dal tempo della fondazione della Banca d'Inghilterra che le banche centrali, le quali battevano moneta per conto degli Stati, avevano cominciato a introdurre progressivamente sui mercati le monete cartacee (il cosiddetto oro-carta) che di fatto non erano più, come si voleva continuare a far credere, "fedi di deposito", poiché nei forzieri non esisteva più una quantità di oro corrispondente al denaro circolante.

Si era così prodotto il fenomeno che consentiva agli enti di emissione di consegnare agli Stati la carta moneta, come se invece di essere i cassieri degli Stati essi fossero i proprietari della moneta. Fu così che le banche cominciarono a "prestare" non l'oro o un titolo che rappresentava l'oro, ma della carta stampata, conferita a titolo di "prestito" su cui vanno pagati gli interessi.

La moneta cartacea è moneta fiduciaria, il cui valore cioè non deriva da chi la stampa (la Banca Centrale) ma dalla collettività dei cittadini che l'accetta come mezzo di pagamento, poichè prevede di usarla a sua volta come mezzo di pagamento.

È chiaro che così la Banca centrale lucra indebitamente sia l'interesse sia il valore intercorrente fra il valore facciale (o nominale) delle banconote in circolazione ed il costo tipografico che ha sostenuto per produrle.

Si tratta con ogni evidenza di una struttura iniqua e una prassi che penalizza e affama l'intera società. Ogni emissione produce di per sè un indebitamento e di conseguenza genera la paradossale situazione di deflazione del mezzo di scambio. È per questo che i vari esecutivi non riescono mai ad escogitare nessuno stratagemma valido per uscire dalla situazione debitoria endemica.

Il "mercato" dimostra con evidenza le conseguenze: il pesante affaticamento di tutte le attività produttive e la costante rincorsa della spirale salari-prezzi (scarsi e non remunerativi), che contrappone drammaticamente e spesso con esiti tragici le componenti della compagine sociale (conflittualità sociale indotta).

Viviamo così in una situazione di costante stagflazione, dove la perdita di potere d'acquisto è contestuale alla scarsità monetaria, poiché la moneta emessa è sempre più insufficiente per essere resa alla banca centrale aumentata degli interessi che la banca stessa pretende.

Invano si studiano mezzi per favorire le famiglie e aiutare i giovani. Le stesse forme di pagamento dilatorio concesse per l'acquisizione di beni primari come la casa sono fonte di angoscia per via delle scadenze ineludibili. Si scoraggiano così le attività produttive e si impinguano soltanto gli istituiti di credito.

Questa appropriazione indebita, autorizzata dalle leggi dello Stato con un'operazione che si può, a pieno titolo, definire masochistica, incide su tutte le classi sociali e massimamente sulle più deboli ed indifese, producendo fenomeni esecrabili e tragici di usura e di indigenza ai limiti della sopravvivenza. Lo vediamo ogni giorno di più dalla cronaca che pure mostra solo la punta dell'iceberg. È soprattutto questa situazione disperante che induce al suicidio e alimenta la malavita organizzata e non. (Si sa, la fame è cattiva consigliera.)

È straordinario che di questa usura macroscopica nessuno parli. Anche quando si riesce ad intavolare l'argomento con persone che, per titoli accademici o per professione, dovrebbero conoscerlo a fondo, si scopre invariabilmente una incredibile ignoranza oppure una ostilità che non oppone ragioni obiettive né fatti significativi, oppure infine una reticenza e sufficienza sospette e una neppure troppo mascherata intenzione di depistare o troncare l'argomento. Mai ci è capitato che ad argomenti logici stringenti, si rispondesse con obiezioni costruite logicamente o con fatti assodati e validi a controbattere.

Tuttavia a tutto ciò il rimedio esiste ed è un rimedio che risponde a giustiziae a carità. Si tratta di ristabilire il diritto delle collettività attraverso lo Stato, che può (et ergo, debet) raddrizzare la situazione legiferando in modo da riappropriarsi, in nome e per conto della collettività, della sovranità perduta.

Sussistono, per altro, dei precedenti parziali a questo affrancamento. Lo Stato italiano ad esempio alcuni decenni or sono stampava in proprio, attraverso i Poligrafici dello Stato, la carta moneta nella pezzatura da 500 lire. Esse non recavano l'iscrizione "pagabili a vista al portatore", e infatti non incrementavano il debito pubblico, ma erano iscritte all'attivo nel bilancio dello Stato. Erano biglietti di Stato.

Anche attualmente le monete da 1 euro e da 2 euro, essendo metalliche e non cartacee, non sono sottoposte al signoraggio della Bce, ma costituiscono un attivo per il bilancio dei vari Stati membri della Comunità Europea soggette all'euro.

Inoltre si sono già avute nel mondo alcune micro economie che, stampando da sè la propria moneta, hanno risolto radicalmente i loro problemi economici. Tale è, per esempio, il caso dell'Isola di Guernsey, la maggiore delle Isole Normanne. Dopo le guerre napoleoniche l'Isola versava in condizioni disperate. Oggi invece è la plaga più prospera del Regno Unito, ad onta delle panie frapposte dalla Banca d'Inghilterra, timorosa che il precedente possa far scuola e sottrarle così quanto lucra dall'attuale situazione di signoraggio.

È evidente che, data la mole enorme degli interessi in gioco, occorre una preparazione culturale che informi la collettività affinchè prenda coscienza del giogo che grava sulle spalle di tutti.


Qualcosasi stà quindi muovendo, ma non è ancora sufficiente. Potremo dirci soddisfatti quando l'attuale sistema economico-finanziario fuorilegge, succhia-sangue e oppressivo verrà definitivamente annientato e la SOVRANITÀ MONETARIA tornerà al legittimo proprietario, il POPOLO SOVRANO, così some sancito dalla Costituzione Italiana.

Grazie, inoltre, al lavoro e all'interesse di alcune persone e associazioni, è già stato creato il primo precedente giuridico:

SIGNORAGGIO
Bankitalia condannata a rimborsarlo:
87 euro ad ogni cittadino

Il Giudice di Pace del Tribunale di Lecce dr. Cosimo Rochira, nella causa civile iscritta al n. 3712/04, e intentata da Giovanni De Gaetanis, associato Adusbef difeso dal vicepresidente Avv. Antonio Tanza, ha emesso una clamorosa sentenza depositata in cancelleria il 26 settembre 2005 al numero 2978/05, contro la Banca Centrale Europea e, per essa, la locale articolazione individuata nella Banca d'Italia.

Per effetto di tale sensazionale sentenza, la Banca d'Italia, che si è appropriata indebitamente di una somma enorme, pari a 5 miliardi di euro sotto la voce "reddito da signoraggio", dovrà restituirla alla collettività per un importo pari ad 87 euro per ogni cittadino residente in Italia alla data del 31 dicembre 2003, neonati compresi.

È il primo colpo giudiziario in assoluto al diritto di signoraggio, che arriva da un giudice di Pace di Lecce, Cosimo Rochira, che ha condannato la Banca d'Italia a pagare 87 euro a un cittadino italiano, per l'indebita appropriazione di una somma enorme, pari ad oltre 5 miliardi di euro dal 1996 al 2003, che per diritto spetta allo Stato italiano. Il signoraggio è un antico istituto derivante dal "sovrano che battendo moneta", ne garantiva il valore nel tempo e in cambio di quella specifica garanzia feudale (come la carica a vita del Governatore dellaBanca d'Italia), tratteneva una parte di quell'oro.

Oggi che neppure le riserve auree garantiscono più la moneta, al punto che è sparita la scritta "pagabili al portatore", è rimasto quel diritto feudale di signoraggio i cui proventi vengono incamerati dalla Banca d'Italia, che non appartiene più allo Stato ma a banche private ed altri soggetti che incassano parte di tale introiti.

I cittadini quindi hanno continuato a pagare quella che è diventata una sorta di tassa agli istituti di credito, in violazione dello stesso statuto della Banca d'Italia che all'articolo 3, comma 3 parla chiaro: la banca appartiene allo Stato". Quindi, è stata la conclusione del giudice, la sottrazione del reddito da signoraggio in danno alla collettività è di 87 € per singolo cittadino residente alla data del 31 dicembre 2003, per un controvalore di 5.023.632.491 euro, che deve essere restituito.

Un altro duro colpo a un Governatore che si continua a comportare come un "sovrano", un monarca assoluto, arroccato a difendere con le unghie e con i denti assurdi privilegi, che cadranno tutti sotto il maglio della magistratura, sia civile che penale.

Sul sito dell'Adusbef fac-simile ed atto di citazione che ogni cittadino può e deve fare, contro la Banca d'Italia, per la restituzione del maltolto.

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Ma la lotta è appena iniziata...

Ascanio Montisci